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Decreto Sicurezza, il Pd chiede a Toma di impugnarlo: Italia ostaggio di un Governo disumano e allo sbando

L’obiettivo del gruppo consiliare regionale del Partito Democratico è quello di “bloccare una legge pericolosa e dannosa”


CAMPOBASSO. La Regione Molise cosa ha intenzione di fare rispetto al ‘Decreto Sicurezza’ che sta gettando per strada migliaia di profughi, donne e bambini compresi, con il preciso obiettivo di aumentare la disperazione e l’insicurezza sociale?

L’interrogativo, posto da Micaela Fanelli, consigliere regionale del Partito Democratico, diventa una mozione da discutere in Consiglio regionale.

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“Per dare all’assemblea l’opportunità di discutere delle cose più gravi ed importanti che stanno succedendo in Italia, e soprattutto per chiedere di bloccare una legge pericolosa e dannosa, come Gruppo del Partito Democratico, attraverso una specifica mozione, abbiamo nuovamente interessato il Presidente Toma affinché anche la Regione Molise, al pari di molte altre, impugni dinanzi alla Corte Costituzionale il Decreto Legge del 4 ottobre 2018, n. 113, convertito in legge 1 dicembre 2018, n. 132, concernente ‘Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell’Interno e l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata’.

L’Italia è ostaggio di un Governo disumano e allo sbando, di due Ministri della Repubblica, Salvini e Di Maio, che prendono a pretesto la triste sorte dei 47 migranti a bordo della nave Sea Wacht, per acuire le tensioni internazionali e nazionali.

Il vicepremier 4 Stelle continua a prendersela, nessuno ha ancora capito perché, con la Francia – continua ancora Micaela Fanelli – , il leghista invece con le Procure che chiedono il suo rinvio a giudizio per la crudeltà e l’illegalità culminate nel sequestro dei disperati a bordo della nave Diciotti. E mentre l’Italia affonda sempre più nella recessione economica e sociale, continuano ad attaccare tutto e tutti, ad individuare quotidianamente ‘nemici della Patria’, assumendo comportamenti sempre più incostituzionali.

Salvini, Ministro degli Interni, accetterà come tutti i comuni cittadini di difendersi in giudizio e non solo su Facebook, sobillando le persone contro i magistrati che applicano le leggi dello Stato? E Di Maio, per una volta, sarà coerente con quanto da sempre affermato (e spesso urlato) nel votare contro l’immunità, che rappresenta l’unica via di scampo per Salvini di evitare un doveroso e legittimo processo?”

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