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Tav, Antonio Di Pietro: “Farla o non farla? Altro che costi-benefici, il problema è solo politico”

Lo ha detto l’ex ministro dei Lavori pubblici, intervenuto ai microfoni di ‘L’Italia s’è desta’, su Radio Cusano Campus. Riguardo al Referendum sull’alta velocità il fondatore dell’Idv ed ex componente del pool di ‘Mani pulite’ ha riferito quello che gli avrebbe detto sua sorella, a Montenero di Bisaccia. Poi, pur affermando di non condividere quello che sta facendo il Governo giallo-verde, ha auspicato che le misure annunciate vadano in porto, per non essere “cornuto e mazziato”


CAMPOBASSO. Tav, per Antonio Di Pietro la realizzazione dell’opera è solo un problema di volontà politica, più che una valutazione basata sui costi-benefici.

“Il problema è: conviene non farla? Costa davvero più a farla che a non farla? Sulla relazione ho sentito molti attacchi ai tecnici, accusati di essere di parte. Quando ci sono professionisti che fanno quello di mestiere, si possono criticare i numeri e le conclusioni, ma non accetto l’offesa alle persone”.

Parole che l’ex ministro dei Lavori pubblici ha pronunciato, intervenendo ai microfoni de ‘L’Italia s’è desta’, condotta dal direttore Gianluca Fabi, con Matteo Torrioli e Daniel Moretti, su Radio Cusano Campus.

“Da quando ero ministro – ha affermato Di Pietro – ci saranno state quintalate di analisi e valutazioni sulla Tav. Il problema è solo politico, se lo si vuole fare o no. E’ chiaro che adesso i treni passano mezzi vuoti, perché c’è un sistema ferroviario tale per il quale usare quel tipo di treni non è conveniente. Finché non c’è un’infrastruttura adeguata come fai a calcolare quanto verrà utilizzata”.

Chiamato a esprimersi in merito al Referendum sull’alta velocità Di Pietro ha rimandato a cosa gli avrebbero risposto i familiari a Montenero di Bisaccia. “Se a mia sorella che sta in provincia di Campobasso chiedi: sei favorevole o contraria al tunnel in Piemonte? Quella ti risponde: ma che ne so, decidetelo voi che siete tecnici”.

Non è mancato nel suo intervento una valutazione sull’operato del Governo gialloverde. “Questo Governo – ha detto il fondatore dell’Idv – non è espressione della volontà degli italiani. Mattarella avrebbe dovuto nominare una persona indipendente per pochi mesi, per rifare la legge elettorale e tornare al voto. Io ho costruito insieme ad altri l’Ulivo, ho avuto grande rispetto per il M5s, li considero un po’ ‘figliocci miei’ – ha aggiunto – Non condivido quello che sta facendo questo Governo, ma da buon italiano mi auguro che le misure che hanno preso vadano in porto, se no sarei ‘cornuto e mazziato’. Non posso ‘gufare’, se le cose vanno male per tutti gli italiani”.

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