Lo ha detto Angelo Santoro, il presidente del movimento civico costituito e presentato a tre mesi dalle elezioni. Molto vicino a Corrado Di Niro, da tempo nel ‘totocandidati’, ma per il momento non appartenente al nuovo gruppo, com’è stato detto in una conferenza stampa in cui è stata presentata l’iniziativa. La prossima settimana una seconda lista


CAMPOBASSO. Partecipare al tavolo del centrodestra, per contribuire dall’area moderata alla scelta di un candidato sindaco “motivato”, espressione della “politica del fare”. Questo l’obiettivo dell’associazione politico-culturale ‘Campobasso del futuro’, presentata a tre mesi dalle elezioni dal presidente Angelo Santoro.

Imprenditore e componente dell’Acem, così com’è presidente dell’Acem Corrado Di Niro, tra i possibili candidati sindaco di Campobasso, secondo un’indiscrezione che circola da tempo, ma non confermata al momento da Santoro. “Corrado Di Niro è un grande amico – ha detto – ma ad oggi non fa parte di questo movimento”. Cosa che non significa che il suo nome non possa essere avanzato al tavolo della coalizione.

Sta di fatto che, accanto alla lista civica di ‘Campobasso del futuro’ già pronta – i nomi dei candidati per il momento sono top secret, si sa solo che ne fanno parte professionisti e aspiranti consiglieri di ogni fascia di età – nei prossimi giorni ne sarà messa a punto un’altra. Segno che l’intenzione di contare, nella trattativa politica, c’è eccome.

“Sentiamo l’esigenza e il dovere di scendere in campo – ha chiarito Santoro – vogliamo dare un forte contributo all’amministrazione comunale di questa città. C’è un’emergenza sociale, la nostra lista deve servire a guardare avanti. A dare la vera forza per mettere in campo lavoro, lavoro, lavoro”.

“Noi appoggeremo il candidato sindaco del centrodestra che verrà fuori dal tavolo della trattativa – ha quindi precisato il presidente di ‘Campobasso del futuro’ – la nostra lista vuole persone motivate, esperte, che hanno voglia di fare, non di criticare. Noi non critichiamo nessuno, non siamo un movimento di protesta, ma vogliamo mettere in campo le nostre esperienze e la nostra forza per restituire a Campobasso il ruolo di capoluogo di regione che merita, riportandolo al centro di un contesto regionale che crediamo si sia perso. E vogliamo ridare fiducia al territorio e alle persone. Quindi – ha concluso –  occorre tirare fuori i progetti fermi nei cassetti, cercare di calendarizzarli, per far lavorare le persone. Noi non ci tiriamo indietro”.

Carmen Sepede

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