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La Lega ‘caccia’ Calenda e Aida Romagnuolo, Salvini mette in crisi la maggioranza Toma

Nulla di nuovo rispetto a quanto annunciato nei giorni precedenti alla mozione di sfiducia: le due esponenti in Consiglio regionale sono state espulse perché in Molise, il partito del ‘capitano’ ha un solo nome e cognome. Quello di Luigi Mazzuto


ISERNIA. L’appuntamento in un noto hotel della città non ha portato sostanziale novità rispetto a quanto annunciato nei giorni precedenti alla mozione di sfiducia politica. La Lega, in Molise, ha un solo nome e cognome. Quello di Luigi Mazzuto. Quindi, per chi si ‘permette’ di criticarlo e contestare la sua azione politica e istituzionale non c’è altra strada che l’espulsione.

E così ieri sera, tutto confermato, dalla voce dell’emissario di Matteo Salvini, Alessandro Panza, giunto ad Isernia per ribadire quanto già detto: Mena Calenda e Aida Romagnuolo sono fuori dalla Lega. Seguirà nota ufficiale. Certo, come poter digerire che le due donne, che sono nel gruppo consiliare, che hanno macinato chilometri e voti (quasi 3000) possano criticare l’operato del coordinatore regionale che è nella Lega fin dalla prima ora, quando il partito di Salvini in Molise aveva percentuali da prefisso telefonico?

Nulla di nuovo sotto il sole, quindi, ma questa decisione non potrà non avere ripercussioni sulla maggioranza consiliare. Intanto qualche domanda: come si comporteranno Calenda e Romagnuolo? Resteranno nel gruppo consiliare espressione del partito con il quale sono state elette sebbene ad oggi siano state espulse? Di certo quei due voti sono parecchio ‘appetibili’, politicamente, per parte della maggioranza, quella di certo più critica come ad esempio la federazione dei ‘nuovi’ Fratelli d’Italia dove, oltre al sottosegretario Pallante che al momento è ‘blindato’ visto il ruolo di braccio destro del presidente, al momento hanno aderito (anche se formalmente sono in due gruppi consiliari diversi) Michele Iorio e Massimiliano Scarabeo. Consiglieri che potrebbero, in forza dei numeri, poter avanzare qualche richiesta a Donato Toma. E non è detto quindi che le manovre di avvicinamento di Giorgia Meloni (già compiute verso le due esponenti leghiste) non possano diventare pressing. E che la federazione Fitto-Meloni passi a numeri più ‘pericolosi’ per Toma. C’è poi l’approdo più naturale, il Gruppo Misto, dove al momento c’è solo Scarabeo.

La maggioranza di Toma ha già dato segni di instabilità e, adesso, con due voti ‘ballerini’ la questione si potrebbe fare parecchio più complicata per il presidente che rischierebbe di andare sotto (o quantomeno in parità). Certo, per il partito di Salvini ‘perdere’ le due elette supervotate al momento non pare essere un problema: c’è la fila per un posto nelle liste della Lega alle prossime amministrative.

L’assalto al carro del vincitore sarà uno sport parecchio praticato, soprattutto in questa primavera.

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