La Procura della Corte dei conti ha aperto un’istruttoria nei confronti dei vertici dell’Azienda sanitaria del Molise in carica nel 2011. Contestata l’illegittima erogazione di retribuzioni extra al personale in servizio, senza tener conto dei pareri diversi espressi dal Nucleo di valutazione


CAMPOBASSO. Un danno erariale per 3 milioni e 371mila euro nei confronti dell’ex ‘triade’ dell’Asrem. La Corte dei Conti ha aperto un’istruttoria nei confronti dei dirigenti dell’Azienda sanitaria del Molise in carica nel 2011, del funzionario pro tempore e del dirigente dell’Unità operativa complessa gestione risorse umane.

Inchiesta partita da un’informativa da parte del Nucleo di Polizia economica e finanziaria di Campobasso, che ha poi svolto le indagini. La contestazione, contenuta nella relazione del procuratore regionale della Corte dei Conti Stefano Grossi e illustrata nella cerimonia di inaugurazione dell’Anno giudiziario contabile, è relativa alla liquidazione di retribuzione di risultato, lavoro straordinario e posizione organizzativa a tutto il personale della dirigenza medica e veterinaria, sanitaria non medica e Pta. Per poco meno di 4 milioni di euro. 

Il tutto con “provvedimenti di liquidazione postumi – si legge nella relazione del procuratore Grossi – rispetto ai pagamenti effettuati illegittimamente, esclusivamente in ragione dell’Area di appartenenza e della sola presenza in servizio”. E senza tener conto del diverso parere espresso dal Nucleo di valutazione.

Per il procuratore Grossi tutto è stato legato al semplice riscontro di una maggior produttività, pur in assenza di alcun provvedimento di assegnazione ai dirigenti di obiettivi di performance dotati di specificità e concretezza, “richieste dalla negoziazione tra direzione generale e dirigente”.

Dalla contrattazione con i sindacati, svolta dopo l’erogazione dei premi “emerge la mancanza di graduazione delle posizioni dirigenziali assegnati, mentre le fasi dell’ordinazione e pagamento risultano precedere quelle della liquidazione, con violazione delle vigenti norme sulla contabilità pubblica”. Da qui l’indagine e la consistente contestazione. 

C.S.

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