Il giovane di Vinchiaturo, in carcere a Velletri per tentato omicidio e maltrattamenti in famiglia, è assistito dall’avvocato Silvio Tolesino che raccomanda cautela. Indagine ancora in corso, atti parzialmente secretati


CAMPOBASSO. Per l’avvocato Silvio Tolesino è ancora troppo presto per avere il quadro chiaro della situazione. Ma, di certo, ci sono molti particolari sui quali si deve andare a fondo.

E per Federico Zeoli, il 25enne di Vinchiaturo finito in carcere a Velletri per aver picchiato selvaggiamente la figlia della sua compagna, la faccenda pare complicarsi e non poco: è anche accusato di abusi sessuali commessi sulla piccola Alice, che ha solo 22 mesi e ha già conosciuto l’orrore.

Finito in carcere con le accuse di tentato omicidio e maltrattamenti in famiglia, dopo un primo periodo in cui è stato assistito da un legale d’ufficio, Zeoli ha poi nominato l’avvocato campobassano che non è nuovo a casi difficili e complicati. Ha scelto di affidarsi a lui, dopo aver ammesso fin da subito le responsabilità rispetto alle botte e ai maltrattamenti consumati alla metà di febbraio in una casetta alla periferia di Genzano di Roma.

Silvio Tolesino

“L’indagine è ancora in corso e quindi non posso sbottonarmi più di tanto, tra l’altro una parte del fascicolo è ancora secretata – spiega con cortesia l’avvocato Tolesino (nella foto gentilmente concessa da molisetabloid.it)-: è mia intenzione valutare se le eventuali responsabilità siano addebitabili al mio assistito o siano in capo ad altri. Voglio capire chi ha fatto cosa alle bambine, per ristabilire un senso di giustizia. Questa è la direzione sulla quale mi sto muovendo”.

Le bambine, dice l’avvocato. Da quanto è possibile apprendere, e stante anche la difficoltà ad avere un quadro chiaro dell’intera vicenda, in questa storia terribile potrebbero essere state coinvolte anche le altre figlie della donna che condivideva l’esistenza con Zeoli, finito subito in galera per aver ridotto quasi in fin di vita una delle gemelline della donna.

Collocare, temporalmente, gli abusi che la Procura contesta all’uomo che ha sempre dichiarato di aver iniziato la convivenza solo due mesi prima del tentato omicidio della piccola. Capire se siano antecedenti alla vita di coppia  oppure concomitanti. Il dubbio che si insinua è che la vicenda sia molto più complicata di quello che pare. Zeoli, dal canto suo, respinge ogni tipo di addebito e si dichiara innocente. Dice di non entrarci nulla in questa storia che rischia di trascinarlo in fondo al baratro.

Abusi sessuali su minori: un capo d’accusa che fa rabbrividire e che entra di colpo in una vicenda, già di suo inspiegabile, spalancando la porta sull’orrore che si sarebbe consumato fra quelle mura domestiche.

“In questa fase voglio lasciare molto spazio alle indagini della Procura perché deve fare e completare il lavoro con la massima serenità – dice ancora l’avvocato Tolesino -. Ho nella disponibilità una serie di atti ma sono tutti parziali perché il fascicolo è ancora secretato. Quando avrò modo di visionarlo completamente, allora il quadro sarà di certo più chiaro”.

L’accusa terribile arriva quasi un mese dopo il ‘fattaccio’ che ha scosso l’Italia intera e di cui Zeoli si è assunto ogni responsabilità. Al punto che quelle botte e quella violenza fisica inferte su una bimba di soli 22 mesi perché piangeva troppo gli sono costate le accuse di tentato omicidio e maltrattamenti in famiglia.

Ricoverata nell’immediatezza all’Ospedale Bambin Gesù, la piccola Alice è stata sottoposta, una volta recuperata l’autonomia respiratoria e dopo essersi ristabilita, ad approfonditi esami e visite, disposti dalla Procura, che hanno evidenziato gli abusi sessuali subiti.

Federico Zeoli – partito da Vinchiaturo per tentare la fortuna a Genzano dove vive la sorella – e la giovane donna conosciuta alla fermata del bus – 23 anni e un passato complicato – da quanto è stato appurato nell’immediatezza dell’arresto vivevano insieme da poco più di due mesi. Lei, quel pomeriggio del 13 febbraio scorso, era a casa del padre perché doveva consegnargli delle medicine. E i suoi bambini erano in casa assieme a Federico che, in preda ad un raptus così come ha ammesso subito, picchiò Alice fino a provocarle un vasto ematoma cerebrale.

Unisciti al gruppo Whatsapp di isNews per restare aggiornato in tempo reale su tutte le notizie del nostro quotidiano online: salva il numero 3288234063, invia ISCRIVIMI e metti “mi piace” al nostro gruppo ufficiale