Il 62enne di Lucera ed ex reggente di un clan, secondo gli investigatori della Squadra Mobile, aveva un ruolo chiave nella gestione del traffico di stupefacenti lungo l’asse Puglia-Molise. Nelle prossime ore gli interrogatori dei pusher arrestati nell’ambito dell’operazione ‘White Rabbit’


ISERNIA. ‘White Rabbit’, il nome dato all’operazione che ha disarticolato il giro di spaccio di cocaina nel capoluogo pentro, ha un significato preciso. Coniglio è infatti il soprannome di Vincenzo Ricci, il 62enne pugliese che, per gli inquirenti, aveva un ruolo centrale nella gestione del traffico di stupefacenti lungo l’asse Lucera-Isernia.

A incastrare ‘Zio Vincenzo’ sono state anche le intercettazioni eseguite dalla Squadra Mobile, dalle quali si evince tra l’altro che il 62enne dava disposizioni e dispensava consigli: “Tu questo mestiere non lo sai fare! Hai capito? Che te lo dico io! Te lo dico perché io ci sono nato dentro questo mestiere! Giusto? Allora quando si dà una parola quella deve…deve essere!”.

Il ‘mestiere’, Vincenzo Ricci lo conosceva bene. In passato era stato reggente di un clan attivo nel territorio della provincia di Foggia. Arrestato, processato e condannato ha trascorso parecchi anni in carcere. Scontata la pena e tornato in libertà, grazie ad alcuni legami di parentela, ha individuato Isernia come luogo ideale per riprendere la sua ‘attività’ e rientrare nel ‘giro’. Attivando peraltro un canale nuovo di approvvigionamento. In genere i pusher locali scelgono le piazze dello spaccio campano per i loro rifornimenti.

Le indagini della Squadra Mobile hanno dimostrato anche che Ricci, in più occasioni a bordo di un’auto cui aveva disponibilità, trasportava da Foggia ad Isernia ingenti quantitativi di cocaina. Naturalmente si avvaleva della collaborazione di altri pregiudicati. Per questo, nel corso del blitz di ieri mattina il territorio di Lucera è stato interessato per l’esecuzione di tre provvedimenti cautelari in carcere e di due provvedimenti dell’obbligo di dimora. In carcere, oltre a Ricci, sono finiti S.B. del 1974 e L. B. del 1978. Le misure dell’obbligo di dimora sono invece state emesse nei confronti di B. F., pregiudicato del 1955 e D. G. I. del 1989.

Gli altri arresti sono invece scattati a Isernia, al termine di una lunga e complessa attività di indagine che ha consentito di infliggere un nuovo duro colpo allo spaccio in città. Intanto sono attesi già nelle prossime ore gli interrogatori di garanzia da parte del gip Michaela Sapio.

INTERROGATORI. Sono terminati nel primo pomeriggio gli interrogatori di garanzia per i nove indagati arrestati nell’ambito dell’inchiesta della Squadra Mobile. Le persone colpite da ordinanza di custodia cautelare in carcere sono state ascoltate presso il penitenziario di Ponte San Leonardo. Subito dopo il gip Sapio ha raggunto il tribunale, dove ha interrogato le due persone confinate ai domiciliari. Alcuni hanno scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, altri hanno risposto alle domande del giudice, respingendo al mittente le accuse formulate nei loro confronti. I legali hanno già presentato istanza per ottenere misure meno afflittive per i loro assistiti. La parola passa dunque al gip che si è riservata di decidere.

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