HomeNotizieCRONACADroga, confermati gli arresti per gli spacciatori rom e il giovane isernino

Droga, confermati gli arresti per gli spacciatori rom e il giovane isernino

La decisione del gip nell’ambito dell’operazione della polizia White Rabbit


ISERNIA. Sono state respinte in blocco le richieste di attenuazione delle misure cautelari nei confronti di 9 degli 11 indagati coinvolti nell’inchiesta antidroga White Rabbit, condotta dalla polizia di Isernia.

Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Isernia Michela Sapio, confermando il carcere per sette di essi e i domiciliari per altri due. Gli spacciatori – 11 in tutto, due di essi costretti all’obbligo di dimora – sono stati incastrati dopo una lunga e articolata indagine che ha sgominato un traffico di cocaina e altri stupefacenti tra la Puglia e Isernia, con due coppie di rom e un giovane isernino che controllavano il market della droga nel capoluogo pentro.

Tra gli arrestati anche un cantante neomelodico e un personaggio di spicco della malavita di Lucera, Vincenzo Ricci, 62 anni, detto ‘il coniglio’ (da cui il nome dell’operazione, appunto White Rabbit). Questi, con precedenti specifici per droga, dopo l’arresto e una lunga condanna, si è messo nuovamente in luce nel circuito dello spaccio trovando terreno fertile a Isernia, dove si è inserito grazie ad alcuni parenti facenti parte del giro criminale. Era lui, secondo gli inquirenti, accompagnato da alcuni collaboratori, ad approvvigionare i pusher locali della ‘roba’, smerciata grazie al consueto linguaggio in codice utilizzato per tentare di eludere i controlli.

Dalle indagini della Squadra Mobile, è emerso che a Isernia, nel corso di 4 mesi, ogni 20/25 giorni veniva trasportata una quantità di cocaina – pura al 76 per cento, secondo le analisi tossicologiche effettuate – che variava dai 30 ai 100 grammi, per un guadagno medio stimato di circa 15mila euro.

Nell’attività illecita collaboravano anche 3 donne di etnia rom, alcune delle quali con compiti di gestione dei profitti nell’area foggiana, mentre altre svolgevano appieno una florida attività di spaccio grazie a una propria clientela estremamente eterogenea. A una delle donne colpite dalla misura cautelare, incinta, sono stati concessi i domiciliari, confermati oggi dal gip.

 

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