Il consigliere regionale di Forza Italia non risparmia critiche al provvedimento adottato dal commissario ad acta, Angelo Giustini


CAMPOBASSO. Medici in pensione che vengono richiamati in servizio per evitare che le strutture pubbliche vadano in tilt. Un provvedimento – quello adottato dal commissario ad acta Angelo Giustini e ‘copiato’ anche in alcune ricche regioni del Nord – che non trova consensi unanimi, in Molise. Una voce critica è quella di Armandino D’Egidio, presidente della Terza Commissione consiliare regionale.

“La sanità pubblica, per come è stata concepita, per quella che è la sua missione – tra i tanti compiti, ricordiamolo, c’è la tutela della salute collettiva attraverso la prevenzione delle malattie, la promozione della salute ed il miglioramento della qualità della vita – è fatta prima di tutto di risorse umane ancor prima che economiche. Risorse che, negli ultimi anni, non sono state valorizzate e tutelate dal mondo politico a causa di una mancata programmazione sanitaria sulla scorta di quelli che sono i fabbisogni professionali. Più che richiamare medici in pensione e pensare a soluzioni tampone che non farebbero altro che aggravare la condizione attuale, bisognerebbe studiare un piano per risolvere la questione e attuare soprattutto le procedure per rendere attrattive le nostre strutture” commenta il consigliere regionale di Forza Italia.

Individuare e realizzare, quanto prima, processi per permettere ai giovani medici di poter lavorare: questa la strada maestra da seguire secondo l’esponente azzurro.

“Sappiamo bene che tra i tanti problemi c’è anche quello relativo non alla mancanza di medici ma di specialisti (oggetto questo problema di una precisa strategia adottata dal Consiglio regionale per i contratti aggiuntivi di formazione specialistica, ndr) ma è altrettanto vero che, negli anni scorsi, in Molise, era presente un discreto numero di specialisti che oggi rappresentano il vanto di altri ospedali”.

Veneto, Lombardia, Trentino, Abruzzo, Lazio e Marche, solo per citare alcune regioni, hanno contrattualizzato giovani specialisti molisani – ricorda D’Egidio – “ impiegati per troppo tempo senza garanzie per il futuro in Molise e che hanno deciso così di lasciare la nostra terra per iniziare un nuovo percorso di vita, più stabile e professionalmente soddisfacente, altrove. Senza considerare i tanti specialisti molisani che invece hanno fatto una scelta ancora più radicale, andando all’estero. In Molise, conti alla mano, negli ultimi anni si è verificata una vera e propria diaspora, la nostra regione è tra le meno attrattive in Italia. Non è un caso se alcune procedure concorsuali siano andate deserte. Per questo – conclude il consigliere regionale – mi auguro che le attenzioni, nella nostra regione, nell’immediato futuro, siano indirizzate su procedure che consentano l’assunzione di giovani professionisti già formati”.

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