De Socio e Rolandi commentano le novità apprese dalla stampa ma fotografano la situazione drammatica della mobilità ferroviaria: in 8 anni calo dei viaggiatori dell’11%, taglio dei servizi del 32,2% , aumenti delle tariffe fino al 9%, infrastrutture ferroviarie per il 90% a binario unico e per l’80% non elettrificate

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CAMPOBASSO. Cauto ottimismo quello espresso dalla Cgil Molise in merito al nuovo corso dei rapporti con Trenitalia inaugurato dalla Regione Molise.

Certo, ammettono il segretario Paolo De Socio e il referente della Filt Franco Rolandi, il piano di rilancio del traporto ferroviario è una di quelle notizie sollecitate da tempo e auspicate. E anche di recente, prendendo spunto dallo studio annuale di Legambiente, il sindacato aveva messo in risalto lo stato della mobilità ferroviaria. “Una situazione drammatica, rispetto al resto d’Italia, con ricadute su pendolari e utenti” spiegano.

I numeri parlano chiaro. E impongono una decisa presa di posizione della Regione e una maggiore attenzione del Gruppo Fs verso quei territori, come il Molise, che non hanno grandi infrastrutture e reti ad alta velocità.

Un calo di viaggiatori dal 2011 al 2017 del 11,1%, il taglio dei servizi dal 2010 al 2018 del 33,2%, materiale rotabile vetusto con 17 anni di età media. A fronte di tutto questo, l’aumento delle tariffe che in 8 anni ha fatto registrare un +9%.

“A questi dati – continuano Di Socio e Rolandi – di per sé già inqualificabili rispetto al resto del paese dove invece aumentano qualità e quantità dei servizi e dove aumentano conseguentemente anche gli stessi viaggiatori, occorre aggiungere la pessima condizione in cui versano infrastrutture e rete ferroviaria caratterizzata dal 91% di binario unico e dall’80% di rete ferroviaria non elettrificata, fattori e numeri che in molti casi determinano soppressioni di servizi, ritardi, forzate riduzioni e limitazioni di velocità”.

Informazioni che stridono fortemente con quelle diffuse da Trenitalia sulla ‘soddisfazione dei clienti’ in termini di puntualità e di comfort. “Appare quanto meno bizzarro” dicono ancora, sulla scorta dei dati che attestano meno utenti, meno servizi, mezzi vecchi e aumento delle tariffe.

“Ben vengano gli impegni assunti per svecchiare la flotta, i processi di elettrificazione della rete che consentiranno, unitamente ai convogli moderni, di ridurre tempi di percorrenza che sono davvero antistorici. Soprattutto ben venga la riapertura entro giugno della tratta Termoli Campobasso, una battaglia portata avanti soprattutto dalla Cgil in conseguenza di una decisione assurda maturata qualche anno fa proprio in concomitanza di importanti e cospicui investimenti realizzati proprio sulla stessa tratta. Una chiusura – sottolineano ancora dalla Cgil – che definimmo una crudeltà per questa regione costretta da quella improvvida decisione ad un forzato ed inaccettabile isolamento il cui enorme disagio è stato particolarmente avvertito durante il terremoto dello scorso anno con intere porzioni di territorio completamente isolate. L’esperienza e la delusione avvertita purtroppo negli anni passati , per impegni (e promesse) non mantenuti, ma soprattutto la necessità di condividere con la stessa regione un progetto complessivo di sviluppo che al momento non avvertiamo, ci porta a formulare un cauto giudizio positivo su quanto abbiamo appreso dalla stampa in merito al piano di rilancio ferroviario. Per intenderci, al 30 giugno 2019 e alla annunciata riapertura della tratta Termoli Campobasso, mancano appena tre mesi e saremo ben lieti di rappresentare i primi utenti a beneficiarne”.

 

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