Nell’ambito dell’operazione ‘Ares’ della Polizia, contro la mala pugliese. Il blitz sulla costa e sirene spiegate davanti alla Questura di Campobasso. Due ordinanze di custodia cautelare in carcere, 4 ai domiciliari. Smantellato i clan ‘La Piccirella’ e quello che fa riferimento ai fratelli Nardino


CAMPOBASSO. Scacco alla criminalità organizzata e alla mafia foggiana, arresti anche in Molise, a Termoli e Campomarino, nell’ambito dell’operazione ‘Ares’ svolta dalla Polizia, che dalle prime ore di questa mattina sta eseguendo un provvedimento cautelare, emesso dal Gip di Bari, su richiesta di Procura Distrettuale Antimafia pugliese.

Le misure nei confronti di diversi soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione, tentata estorsione, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, spaccio di droga, danneggiamento, reati in materia di armi, lesioni personali e tentato omicidio, aggravati dalle finalità mafiose.

In provincia di Campobasso l’operazione ha interessato i Comuni del Basso Molise a Termoli, Campomarino, Petacciato, San Martino in Pensilis e Larino.

La Squadra Mobile di Campobasso ed il Commissariato P.S. di Termoli hanno dato esecuzione a due misure cautelari in carcere e quattro ai domiciliari nei Comuni di Termoli, Campomarino e Larino, a carico di soggetti inseriti nel sodalizio in parola: C.N., classe 1974 di Termoli; D.G., classe 1978 di Termoli; L.P.E.V., classe 1995 di Termoli; F.D., classe 1981 di Campomarino; D.C. G., classe 1975 di Campomarino; S.G., classe 1956 di Foggia.

L’operazione di questa mattina, supportata con 30 equipaggi dei Reparti Prevenzione Crimine, ha visto l’impiego di oltre 200 poliziotti in Provincia di Foggia e altri nelle province di Napoli, Milano, Salerno, Rimini, Campobasso, Pescara, Chieti, Teramo, Ascoli Piceno e Fermo

Tra i destinatari del provvedimento restrittivo figurano elementi di primo piano delle predette famiglie mafiose, tra cui Giuseppe Vincenzo La Piccirella e Severino Testa, ritenuti ai vertici del clan “La Piccirella”, nonché Franco e Roberto Nardino, a capo dell’omonimo clan.

E’ la prima volta che viene contestata l’associazione di tipo mafioso, di cui all’articolo 416 bis c.p., alla criminalità organizzata sanseverese, riconosciuta come autonoma ed indipendente rispetto alle organizzazioni mafiose operanti a Foggia.

L’inchiesta ha evidenziato il ruolo egemonico del clan di San Severo nel traffico di droga in Capitanata e che la spartizione dei relativi ingenti profitti costituisce un motivo di continue tensioni tra i diversi gruppi malavitosi che operano in quell’area. Le indagini, inoltre, hanno documentato il sistematico ricorso alla violenza per l’affermazione territoriale ed il conseguimento della leadership, nell’ambito di una cruenta contrapposizione fondata anche sull’eliminazione fisica dei rivali. In tale contesto, sono stati anche accertati diversi episodi a chiaro sfondo intimidatorio, testimonianza del metodo mafioso usato dagli indagati, come nel caso del tentativo di estorsione in pregiudizio di un commerciante locale, la cui abitazione (oltre che l’autovettura ed i locali dell’attività commerciale) sono stati danneggiati in più momenti con colpi d’arma da fuoco.

Le attività – svolte da una task force composta da investigatori delle Squadra Mobili di Foggia e Bari e del Servizio Centrale Operativo – sono state avviate nel 2015 a seguito di alcuni gravi episodi delittuosi verificatisi a San Severo. I successivi approfondimenti hanno consentito di ampliare il fronte investigativo, documentando il fiorente traffico di stupefacenti gestito dai sodalizi locali (nonché i relativi canali di approvvigionamento estero, tra cui l’Olanda) e valorizzando la mafiosità di quelle organizzazioni.

I dettagli dell’operazione sono stati  forniti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 11,00 presso l’Aula del Consiglio Giudiziario della Corte d’Appello di Bari, alla presenza, tra gli altri, del Procuratore Nazionale Antimafia, Federico Cafiero de Raho, del Procuratore della Repubblica di Bari, Giuseppe Volpe, del Procuratore della Repubblica di Foggia Ludovico Vaccaro, del Direttore Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, Francesco Messina, del Direttore del Servizio Centrale Operativo, Fausto Lamparelli, e del Questore della Provincia di Foggia, Mario Della Cioppa.

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