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Punto Nascita chiuso, Toma pronto a chiedere la ‘testa’ di Giustini: mandino qualcuno competente sui bilanci

Sanità, operazione verità del governatore. Intervento a tutto campo contro la decisione che ha sospeso l’attività del reparto al San Timoteo, per il quale ci sarebbe ancora sperare: “Una favola il baratto Isernia-Termoli”. Dialogo interrotto coi commissari e via all’azione di political suasion con chi prende le decisioni a Roma: martedì 2 luglio l’incontro con il sottosegretario Giorgetti. “Chiederò di accelerare per l’azzeramento del commissariamento”. E sui 4.2 milioni di euro che non sarebbero stati ‘girati’ dalla Regione all’Asrem, arriva la lettera del Ministero della Salute che ‘boccia’ il decreto di Giustini. GUARDA LA CONFERENZA STAMPA INTEGRALE


di Lucia Sammartino e Pasquale Bartolomeo

CAMPOBASSO. Una lettera ufficiale ai ministri della Salute e dell’Economia, Giulia Grillo e Giovanni Tria, e, per conoscenza, al sottosegretario Giancarlo Giorgetti, con il quale si incontrerà martedì 2 luglio alle ore 16. “Perché col commissario Giustini non c’è confronto, ogni volta che vado mi viene notificato un provvedimento firmato. Ecco allora che io vado dai decisori, non dagli esecutori“.

Esordisce così, in una conferenza stampa, il governatore Donato Toma sul tema, delicatissimo, della chiusura del Punto Nascita di Termoli decretato dal commissario ad acta per la sanità del Molise, Angelo Giustini. Con il quale il dialogo, fa sapere Toma, è interrotto. “Perché io elevo la discussione a rango politico con i soggetti che decidono realmente, non con quelli che eseguono”.

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Non giudico il provvedimento – continua Toma – ma ritengo che l’iter andasse fatto in maniera più complessa e inserito, eventualmente, in una riedizione del Piano sanitario, che ancora non avviene. In basso Molise c’è un dato in controtendenza, nascono più figli, ma ci si sposta di 30 chilometri. Dobbiamo chiederci perché Vasto è più rassicurante di Termoli, per le partorienti. L’area è ad alta densità abitativa, c’è un’affluenza fortissima nei mesi di villeggiatura. L’area medesima, inoltre, è contigua al cratere sismico interessato dai terremoti del 2002 e del 2018: quelle popolazioni raggiungono, per questioni di viabilità critiche, la città di Termoli e devono avere un’assistenza sanitaria adeguata”.

Indispensabile la riconsiderazione della decisione della chiusura del Punto Nascita, dunque, per il presidente della Regione, che punta a risolvere il problema a livello politico e confida in particolare nell’incontro col sottosegretario Giorgetti per fermare quanto stabilito da Giustini e dal subcommissario Ida Grossi.

Non solo: la Conferenza Stato-Regioni, spiega sempre Toma, sta portando avanti una bozza di proposta di legge del dottor Luca Coletto, sottosegretario alla Sanità, che riguarda l’azzeramento di tutti i commissariamenti, prevedendo un sistema diverso: regione in debito affiancata da una regione virtuosa e Agenas come agenzia tecnica che coadiuva i presidenti della Regione nel fornire i servizi essenziali e l’assistenza adeguata, pur in Piano di rientro. Nei prossimi Patti per la Salute, dunque, si potrebbe superare l’esperienza dei commissari ad acta: “Perciò, andiamoci piano con le chiusure – sottolinea il governatore – Noi oggi siamo spodestati a livello politico, checché ne dica qualche consigliere regionale”.

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