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Sanità, tagli e diritti negati: da Termoli la battaglia di un territorio. In vista ricorsi al Tar e pressing sul ministro Grillo

patrizia manifestazione 1 luglio 2019

“Ho deciso di aderire alla manifestazione e partecipo da perché credo che debba essere una libera espressione di civiltà. È una di quelle circostanze in cui bisognerebbe essere tutti uniti sotto la stessa bandiera perché quanto accaduto è un fallimento di tutti e per tutti. Ho deciso di accantonare gli scontri di parte, di contrapposizione e scendere al fianco delle tante donne che chiedono garanzia per un diritto: il diritto a una sanità che possa garantire tutti gli standard di sicurezza. Le voci di chi ha voluto liquidare l’accaduto dicendo che tanto le donne non vogliono partorire a Termoli non sono accettabili.

La maternità, il parto, sono qualcosa di molto intimo. Ogni donna ha le proprie peculiarità e ogni donna ha le proprie esigenze. Nel verbale del tavolo tecnico di aprile 2019 si legge che si demanda al prossimo Pos 2019-2021 la questione del punto nascita di Termoli. È in quella fase, ormai prossima, che occorre individuare un percorso condiviso e mostrare che una programmazione della sanità non dettata solo dall’emergenza anche in Molise è possibile”.

Dal Movimento, poi, è arrivata la nota ufficiale sulla posizione dei 5 Stelle. “La nostra linea è molto chiara, il nuovo Piano operativo dovrà tener conto degli ospedali pubblici, della rete dell’emergenza urgenza e dei servizi territoriali. In questa direzione è quindi necessario che l’ospedale di Termoli riacquisti la piena funzionalità, compreso il Punto nascita individuando, da oggi a 2 anni, un programma operativo che consenta di raggiungere non solo i 500 parti, ma anche tutti gli standard si sicurezza previsti. Da domani – concludono i portavoce regionali M5S – ci impegneremo in questa direzione per garantire il diritto alla salute anche per i cittadini bassomolisani che in questo momento stanno subendo il peggior disservizio”.

AIDA 1 luglio 2019

Anche Aida Romagnuolo, consigliere regionale eletta con la Lega e in rotta con il partito di Salvini, preso parte al sit in di protesta. “I colpevoli di tutto ciò sono ben noti. Questa è una sconfitta di tutto il Molise. Tutti insieme dobbiamo lottare per difendere il diritto alla salute che non solo è sancito dalla Costituzione italiana ma è anche un obbligo morale e etico. Solo uniti si vince”.

Anche la deputata di Campomarino, Giusy Occhionero, questa mattina non ha voluto far mancare il suo appoggio e la condivisione di una battaglia che non è solo delle donne ma è diventata il simbolo di un Molise che si ribella alle decisioni che coinvolgono il territorio ma vengono prese altrove.

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