Il messaggio della Diocesi, che punta il dito sulle parole pronunciate dal Papa, a Campobasso e Castelpetroso. E poi il giorno dopo a Roma, all’Angelus
CAMPOBASSO. Cinque anni dalla storica visita di Papa Francesco. La Diocesi di Campobasso-Bojano ricorda il 5 luglio del 2014 e l’arrivo del Santo Padre a Campobasso e poi al Santuario di Castelpetroso. Uno dei primi viaggi in Italia del Pontefice, dopo Lampedusa, Cagliari e Cassano allo Jonio.
La visita pastorale di papa Francesco in Molise, ha lasciato una grande eredità spirituale, sociale e culturale, come ricorda la Diocesi, puntando il dito sui cinque discorsi pronunciati il 5 luglio. L’attenzione al tema dello spopolamento e della disoccupazione, oltre che al lavoro, alla disoccupazione, alla solidarietà e alla misericordia.
Senza dimenticare il suo ricordo di un molisano. “Quando io ero Provinciale dei Gesuiti – le parole pronunciate dal Papa cinque anni fa – c’era bisogno di inviare in Antartide, a vivere lì dieci mesi l’anno, un cappellano. Ho pensato, ed è andato uno, padre Bonaventura De Filippis. Ma, sapete, era nato a Campobasso, era di qua”.
Una visita che è rimasta nel cuore di Francesco, ricordata che il giorno successivo, all’Angelus in piazza San Pietro: “Vorrei salutare in modo particolare tutta la brava gente del Molise, che ieri mi ha accolto nella loro bella terra e anche nel loro cuore. E’ stata un’accoglienza calda, calorosa: non la dimenticherò mai! Grazie tante”. le parole del Papa.
I prossimi 21 e 22 settembre, allora, prima a Campobasso poi a Castelpetroso, dove si raccolsero circa trentamila giovani nella spianata della Basilica dell’Addolorata, Patrona del Molise, l’arcidiocesi di Campobasso–Boiano collocherà il ricordo nei due siti con appositi momenti di preghiera di gioia e di festa con i giovani.
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