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Sanità: il ministro Grillo avvia il confronto sul ‘Patto per la salute’. E da oggi, a Termoli, è vietato nascere

L’ultima paziente, ricoverata per alcune complicanze, è stata dimessa in giornata. Dall’11 luglio riparte la raccolta firme contro la chiusura del Punto Nascita del San Timoteo, già 600 le adesioni. In attesa del pronunciamento del Tar, i cittadini stanno organizzando un’altra manifestazione che dovrebbe tenersi il 21 luglio


CAMPOBASSO. Prenderà il via domani e proseguirà per i successivi tre giorni, la ‘Maratona per il Patto per la salute 2019-2021’, il percorso avviato dal ministro Giulia Grillo che apre la fase di ascolto agli operatori sanitari, alle aziende sanitarie e alle associazioni dei pazienti.

Raccogliere idee, stimoli e buone pratiche con l’obiettivo di migliorare la Sanità pubblica, avverte la Grillo attraverso un breve video pubblicato sulla propria pagina Facebook.

Il Patto per la Salute è, in pratica, l’accordo finanziario e programmatico che viene stipulato tra il Governo e le Regioni e che viene rinnovato ogni tre anni con l’obiettivo di migliorare la qualità dei servizi, promuovere l’appropriatezza delle prestazioni e garantire l’unitarietà del sistema.

Tre nodi che in Molise fanno rima, invece, con la chiusura dei reparti, le croniche carenze di medici, le turnazioni da incubo di chi stoicamente resiste e le disparità evidenti nel godimento del diritto alla Salute con altre zone d’Italia. Negli ultimi giorni, oltre alla ‘bomba’ scoppiata con la chiusura del Punto Nascita, si è stabilito di dimezzare l’orario della postazione 118 di Campomarino e si stava per chiudere, sempre nelle ore notturne, il pronto soccorso dell’ospedale di Agnone, declassato a quanto è parso di capire ad ‘ospedale di comunità’.

Una intesa, quella tra Governo e Regioni, sulla quale il presidente Toma ha deciso di mettere una seria ipoteca, solo qualche giorno fa: il governatore della Regione Molise ha forzato la mano in sede di Conferenza delle Regioni lamentando – e non da solo – la mancata interlocuzione con il ministro Grillo su temi di prioritaria importanza, come ad esempio quello dei Punti Nascita.

Toma ha battuto i pugni sul tavolo e ha chiesto con forza di poter ragionare con il ministro Giulia Grillo di quelle decisioni unilaterali (come chiudere il Punto Nascita) che, in base agli accordi, avrebbero dovuto essere trattate nell’ambito del Patto per la salute 2019-2021.

“Qualora dovesse arrivare un provvedimento che riguarda la sanità, e che doveva essere discusso per accordi già presi nell’ambito del Patto per la Salute, ove mai questa discussione non dovesse avvenire, potremmo anche non dare l’intesa” ha ‘minacciato’ il governatore a margine della Conferenza dei Presidenti lo scorso 3 luglio.

La situazione al momento registra l’avvenuto deposito del ricorso al Tar, firmato da 13 sindaci e da una ventina di donne in dolce attesa, per richiedere la sospensiva del provvedimento di chiusura del Punto Nascita del San Timoteo di Termoli.

Nell’attesa del pronunciamento del Tribunale Amministrativo regionale, il reparto da oggi non accoglie più partorienti. L’ultima paziente, ricoverata nelle scorse ore per precauzione, ha lasciato il reparto che è di fatto off limits per gli effetti del decreto della struttura commissariale.

Dall’11 al 17 luglio continua anche la raccolta firme contro la chiusura del punto nascita di Termoli (presso il corso Nazionale, all’angolo con via Adriatica). Fino ad ora sono state raccolte 600 ‘adesioni’ alla protesta che sta coinvolgendo la città e l’intero basso Molise. Il 21 luglio dovrebbe tenersi un’altra manifestazione, a margine dell’atteso pronunciamento del Tar.

Si moltiplicano i cartelli affissi ovunque con quello che è diventato lo slogan dei cittadini dell’intero basso Molise.

“Voglio nascere a Termoli”, auspicio che si scontra, al momento e al netto delle decisioni che potrebbero essere assunte dalla Magistratura amministrativa e nell’ambito del Pos 2019-2021 a seguito delle richieste precise del presidente Toma, con quei deficit di sicurezza che sono alla base della decisione assunta a fine giugno e che era nell’aria’ da anni.

Una chiusura che, però, avviene all’inizio della stagione estiva, quando la popolazione dell’area aumenta vertiginosamente e con il contestuale avvio dei lavori sulla Bifernina e sul viadotto del Liscione che di fatto rallentano di parecchio i tempi di percorrenza verso Campobasso in caso di urgenze sanitarie.

Lucia Sammartino

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