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Nomine negli enti sub-regionali, la replica e il contrattacco di Micone ai detrattori: io trasparente e voi?

Il presidente del Consiglio regionale rivendica la liceità del suo operato nella costituzione del Cda di Molise Acque e nella designazione dei revisori dei conti dell’Arsarp e del Consorzio per lo sviluppo industriale della Valle del Biferno. E incalza duramente Michele Iorio e Aida Romagnuolo


CAMPOBASSO. Le nomine all’interno degli enti sub-regionali, ‘targate’ Salvatore Micone, hanno scatenato un vero e proprio terremoto politico bipartisan.
Sulle barricate, da subito, i consiglieri Andrea Greco, Aida Romagnuolo e Michele Iorio.
E proprio a loro, in particolare ai membri del centrodestra, replica punto per punto il presidente del Consiglio regionale, il quale difende la liceità del proprio operato. Questi rivendica la trasparenza delle proprie azioni e nega l’esistenza di accordi di maggioranza verosimilmente traditi. E passa finanche al contrattacco.

“Il consigliere Iorio – afferma dunque Micone – sa benissimo che ho dato ascolto e tenuto in considerazione tutte le forze politiche di maggioranza e di minoranza ed agito nel pieno della legittimità e trasparenza, secondo criteri democratici che sono alla base di ogni società civile e poi politica. Probabilmente, lo stesso ha bisogno di capire e di farci capire dapprima dove si ritiene collocato, dato che ha aderito e partecipa attivamente in un partito che va sotto il nome di ‘Fratelli d’Italia’ e poi, quanto si tratta di dover ‘pretendere’ nomine politiche si ricolloca sotto il partito ‘Iorio per il Molise’. La discriminazione nei confronti del gruppo politico a cui attualmente appartiene oggettivamente non vi è stata, tanto che ‘Fratelli d’Italia’ ha ricevuto sempre rappresentati nelle nomine finora fatte, può chiedere bene al suo rappresentante di partito, il Sottosegretario Quintino Pallante”.

“Per quanto concerne il Cda di Molise Acque – precisa il presidente Micone – non vi è stato alcun accordo di maggioranza e pertanto nessun tradimento. Ho sempre sostenuto che bisogna rompere con la politica del passato fatta di personalismi, di comportamenti opachi. E, nel caso specifico delle nomine, non ho preso in considerazione gli stessi nominativi che ‘navigano’ da anni nello steso ente e con lo stesso ruolo. Ho visionato diversi cv dei candidati e le nomine fatte hanno rispecchiato i requisiti richiesti e trasparenti nel metodo di scelta, “nelle vesti di principale garante degli accordi politici presi alla luce del sole e delle rappresentanze politiche”. Cosa che nei quindici anni di amministrazione Iorio non è mai accaduta. Pertanto – puntualizza Micone-  prima di puntare il dito verso qualcosa e qualcuno, ricordiamoci chi siamo, da dove siamo partiti e cosa abbiamo fatto, ammesso che i molisani se ne siano dimenticati. Al suo posto – avverte – mi guarderei bene alle spalle e non più lontano di un palmo di mano, visti gli ormai noti inciuci e corteggiamenti in attesa di un machiavellico matrimonio, pur di non perdere il sovrano potere, che lo vedono e sentono molto vicino al Movimento 5 Stelle. Invito gentilmente l’ex Governatore a chiarire ai molisani il suo operato passato, e poi a noi tutti quello presente, perché la tecnica di innalzare sé stessi cercando di infangare gli altri non funziona più”.  

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