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Provinciali, il centrodestra sceglie Ianiro presidente. Centrosinistra senza candidato

ISERNIA/ Il tavolo di coalizione ha deciso: sarà il sindaco di Frosolone il candidato unico, ma Iorio si smarca. Sul fronte opposto, si va verso la rinuncia della candidatura. Si vota il 25 agosto


ISERNIA. Sarà il sindaco di Frosolone, Felice Ianiro, il candidato unico del centrodestra alla presidenza della Provincia di Isernia. È quanto deciso dal tavolo di coalizione, convocato ieri pomeriggio dall’onorevole Annaelsa Tartaglione, coordinatore regionale di Forza Italia, dopo una lunga riunione svoltasi presso gli uffici di presidenza di via Berta.

Presenti i principali big della coalizione: per Fi la Tartaglione, l’europarlamentare forzista Aldo Patriciello e il dirigente e capogruppo al Comune di Isernia Raimondo Fabrizio; per la Lega, l’assessore e coordinatore regionale Luigi Mazzuto; per Fratelli d’Italia, il consigliere regionale Michele Iorio e il coordinatore molisano Filoteo Di Sandro; per l’Udc, il presidente del Consiglio regionale Salvatore Micone e il coordinatore regionale Mimmo Izzi; per Orgoglio Molise l’assessore Vincenzo Cotugno; per i Popolari per l’Italia, l’assessore e coordinatore regionale Vincenzo Niro; a fare gli onori di casa, infine, il presidente facente funzioni Roberto Di Pasquale.

Preso atto della volontà del sindaco di Isernia, Giacomo d’Apollonio, di non volersi misurare nella competizione delle Provinciali, il tavolo del centrodestra – dopo alcuni nomi circolati negli ultimi giorni per conto dei vari partiti – ha trovato la convergenza quasi totale sul nome del sindaco di Frosolone Ianiro, eletto lo scorso 26 maggio e figura nuova nel panorama politico locale, oltre che rappresentante delle aree interne a dispetto di scelte che potessero, come in passato, prediligere i grandi centri. Sul nome di Ianiro – particolarmente gradito ai Popolari e Forza Italia – a quanto pare convergerà anche il sindaco di Agnone Lorenzo Marcovecchio, il cui nome, inizialmente sponsorizzato dal leader dei Popolari Vincenzi Niro, era considerato tra i favoriti alla corsa alla presidenza fino a pochi giorni fa. Resta invece da capire l’impegno del sindaco di Venafro Alfredo Ricci, che poteva essere, a sua volta, una figura in grado di mettere tutti d’accordo ma che ora dovrà far pervenire le sue valutazioni sulla scelta della coalizione. Non può essere esclusa fino all’ultimo neppure una candidatura in solitaria, per quanto difficile visto il sistema di voto ponderato alla base del voto per le Provinciali.

Unico distinguo palese rispetto alle decisioni scaturite resta invece quello di Michele Iorio, che aveva avanzato il nome del sindaco di Roccamandolfi Giacomo Lombardi, incontrando il veto incrociato dei Popolari e dell’Udc. Alla fine l’ex governatore ha dovuto rinunciare: non ci sarà dunque una candidatura alternativa, sulla falsariga di quanto accaduto alle Provinciali 2018 di Campobasso, quando il suo gruppo presentò una propria lista per il rinnovo del Consiglio provinciale, smarcandosi da quella governativa ufficiale riconducibile al presidente Donato Toma.

Il nome di Ianiro sarà ufficialmente depositato entro le ore 12 di domani, lunedì 5 agosto, in vista del voto previsto il prossimo 25 del mese. Non pervenuto alcun nome, almeno per ora, sul fronte opposto del centrosinistra che, da indiscrezioni, sembrerebbe orientato a non presentare alcuna candidatura alla presidenza della Provincia.

Una rinuncia dettata dall’evidente difficoltà organizzativa sul territorio, visto anche il meccanismo del voto ponderato che, per effetto della legge Delrio, ha trasformando le Provinciali in elezioni di secondo grado assegnando un peso specifico maggiore ai 4 comuni più grandi (Isernia, Venafro, Agnone e Frosolone) e suddiviso i 52 comuni della provincia d’Isernia in quattro fasce diverse a seconda della popolazione: fino a 3 mila abitanti (480 elettori); superiori a 3mila e fino a 5mila (13 elettori); superiori a 5 mila e fino a 10mila (13); superiori a 10mila e fino a 30mila (50). Ad avere diritto al voto saranno i consiglieri comunali e i sindaci della provincia, tra quei sindaci che hanno un mandato che scade non prima di 18 mesi.

Pba

 

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