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Premi di risultato senza risultato, la Corte dei Conti condanna ex vertici Asrem: violate le norme

Dall’inchiesta ‘Rain awards’ portata avanti dalla Guardia di finanza. Dirigenti della vecchia azienda sanitaria chiamati a risarcire 290mila euro solo per il 2009 e altre due sentenze sono in arrivo. Tutti i dettagli in una conferenza stampa a Campobasso


CAMPOBASSO. Fondi a ‘pioggia’ per tutti, medici, veterinari, personale amministrativo dell’Asrem. Anche se la sanità molisana era in difficoltà. E’ nata da un’indagine della Guardia di finanza e si è conclusa con una sentenza della Corte dei Conti, la n.22 del 2019 (ma altri pronunciamenti sono in arrivo), l’inchiesta ’Rain awards’, dai premi di risultato distribuiti senza valutazioni dei risultati raggiunti. Sentenza, la n.22 del luglio 2019, collegio presieduto da Tommaso Vinciglione, che è relativa soltanto al 2009, perché le sentenze per il 2010 e il 2011 sono in arrivo.

Una condanna da 290mila euro complessivi per i vecchi vertici dell’Asrem, più una funzionaria dell’Azienda sanitaria del Molise: Angelo Percoco, chiamato al risarcimento di 100mila euro, Gianfranca Testa (70mila euro), Giancarlo Paglione (50mila euro) e Loredana Paolozzi (70mila euro)

Sotto l’attenzione dei magistrati contabili e del Nucleo di Polizia economico finanziaria delle Fiamme gialle sono finiti i fondi assegnati a circa mille dirigenti, in maniera indistinta, per un totale di circa 10 milioni di euro nel triennio, come ha chiarito il procuratore regionale Roberto D’Alessandro, nella conferenza stampa che ha tenuto oggi, insieme al sostituto procuratore Roberto D’Alessandro e al comandante provinciale della Guardia di finanza di Campobasso Maurizio Favia.

“Non è stata rispettata la normativa e la gestione non è risultata coerente con le indennità di risultato distribuite – ha chiarito Grossi – quando si stabilisce il pagamento dei premi è necessario fare una valutazione preventiva degli obiettivi da raggiungere, della contrattualizzazione di questi obiettivi e della valutazione che un nucleo terzo avrebbe dovuto fare, per poterli legittimamente distribuire. Tutto questo non è accaduto”.

C’è poi un altro filone di inchiesta. Quello relativo alle consulenze esterne, o meglio ai contratti co.co.co, che ha portato ad altre due sentenze emesse ancora nel 2019 e relative all’attività portata avanti sempre dall’allora “triade dell’Asrem”.

“Anche in questo caso – ha rimarcato il procuratore – si è agito in spregio alla normativa di settore, che stabilisce la necessità di effettuare una preventiva ricognizione tra il personale in organico, per valutare se gli incarichi possono essere affidati ai lavoratori in servizio. Solo quando questo non sia possibile si provvede a effettuare una selezione, per affidare all’esterno gli incarichi, che siano però per un periodo di tempo limitato, non certo tre o cinque anni. E soprattutto non per sostituire o per effettuare attività ordinarie”.

Il lavoro della Finanza va comunque avanti a tutto campo. “A livello provinciale abbiamo individuato 16 responsabili di danno erariale – ha chiarito il comandante Favia – con un’ipotesi di danno quantificata in 10 milioni di euro, avanzando una proposta di sequestro per circa 3 milioni di euro. Nel 2018 abbiamo invece segnalato quasi 50 persone per 16 milioni di euro di danno erariale. In questo caso la proposta di sequestro è più importante: 12 milioni di euro. L’attenzione è massima”.

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