Ieri l’interrogatorio di garanzia in carcere dei due soggetti maggiormente coinvolti nell’inchiesta della procura del capoluogo denominata Pinocchio, che ha sgomitato un sodalizio criminale dedito allo spaccio con diramazioni in tutto il Molise, Campania, Abruzzo e Puglia


CAMPOBASSO. Interrogatorio di garanzia ieri in carcere per i due principali indagati nell’ambito dell’operazione ‘Pinocchio’ relativa ad un giro di spaccio di sostanze stupefacenti che dal capoluogo di regione si allargava ai territori limitrofi.
Il 43enne Massimo Amoroso e la 38enne Margherita Mandato, al momento reclusi rispettivamente nelle case circondariali di Campobasso e Chieti, assistiti dai propri legali, hanno deciso di non rispondere alle domande del giudice.

L’inchiesta, coordinata dalla procura di Campobasso e condotta dalla locale Squadra Mobile con l’ausilio di 150 agenti, è sfociata in un blitz scattato nel cuore della notte il 30 ottobre scorso, nel cui contesto sono state eseguite sei misure cautelari, di cui quattro in carcere e due divieti di dimora in Molise, sono state indagate 19 persone, per quattro regioni coinvolte, Molise, Campania, Abruzzo e Puglia. 3 mila dosi di droga sequestrate, documentate 7 mila cessioni di stupefacente.

Numeri importanti per un’operazione che ha sgominato un sodalizio criminale composto principalmente dai componenti di un nucleo familiare del capoluogo regionale. A loro carico gli investigatori hanno acquisito elementi in ordine alle attività di trasporto, spaccio e detenzione di droga, ma anche di confezionamento e taglio di cocaina, crack, eroina, hashish, marijuana e metadone. Inoltre, per eludere i controlli, gli indagati avevano anche ‘diversificato’ le loro attività utilizzando come basi provvisorie dello spaccio stanze di albergo e di B&B.

 

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