HomeNotizieCULTURA & SPETTACOLI‘Franchitti l’altro’: a Isernia la personale di arte contemporanea

‘Franchitti l’altro’: a Isernia la personale di arte contemporanea

Dal 18 dicembre all’8 gennaio, allo Spazio Arte Petrecca, la mostra a cura di Carmen D’Antonino


ISERNIA. Sarà inaugurata il 18 dicembre alle ore 18:00 la personale di arte contemporanea di Roberto Franchitti, dal titolo ‘Franchitti l’altro’. Ad ospitarla fino all’8 gennaio saranno i locali di Spazio Arte Petrecca.

In questa esposizione ‘Franchitti, l’altro’ le sue opere sono un vero e proprio design concettuale – spiega lo storico dell’arte Carmen D’Antonino – dando vita a nobili astrazioni. Pezzi di legno, ferro, matrici, accumuli di forme possibili che, da oggetti diventano un progetto fatto di tattilità e bellezza irrinunciabile”.

Le sue sono delle sculture sublimi ed eleganti che progettano altre opere: una simbiosi di significanze, un’amplificazione narrativa del nucleo iniziale. L’osservatore viene coinvolto in un percorso virtuale, in una realtà specifica che allarga i suoi confini ai limiti avanzati della tradizione. L’impronta trascende l’ambiente, la materia scavata di segni criptici imprime di sé altra materia.

Le sculture in questa esposizione mirano a cogliere le forme in crescita con un’espansione dinamica. Campi rotanti che diventano “macchine organiche”, matrici che generano impronte e svelano tracce di memorie intime e collettive. In questa condizione la materia – corpo si impregna di sofferenza e si trasforma in presenza ansiosa, tormentata e, soprattutto, memoria organica che rivela la tragica e triste condizione dell’uomo contemporaneo. Siamo difronte a delle composizioni di volumi che trovano nelle più disparate tecniche, forme e parole, nei cromatismi e nei diversi materiali, gli elementi che reagiscono in un totale equilibrio dinamico.

Il titolo della mostra ha una doppia valenza simbolica, e, come afferma l’artista stesso, ”L’altro”, è quel Franchitti che si rivela al termine di un percorso tracciato all’insegna della creatività”. Ma tra le due personalità c’è un filo continuo; la scoperta della differenza tra abitare e ripararsi e quella tra esistere ed essere. È un filo sottile che unisce e stringe indissolubilmente l’interpretazione di una vita i cui valori spingono l’uomo a non subire gli avvenimenti ma a plasmarli affinché la traccia dell’esistenza non scompaia con il corpo ma sopravviva con lo spirito.

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