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Trasporto pubblico locale, in 3 guastano le feste a Toma: governo regionale battuto in aula

Consiglio regionale prenatalizio: sull’emendamento che dispone la gara a procedura aperta  e il lotto unico per i servizi minimi di Tpl Iorio, Aida Romagnuolo e Calenda votano contro l’indicazione di maggioranza insieme al Pd e ai Cinque Stelle. Greco: Niro si dimetta


CAMPOBASSO. Maggioranza spaccata sulla riforma Niro sul Trasporto pubblico locale. Vari gli emendamenti presentati rispetto alla stesura originaria, ma lo scontro è sul numero 3, presentato da Mena Calenda, che stabilisce l’obbligo di una procedura aperta e, soprattutto, il lotto unico per i servizi minimi di Tpl.

Un punto sul quale il governo Toma va sotto grazie ai voti dei ‘ribelli’ Romagnuolo, Iorio e Calenda: finisce 11 a 10 grazie ai voti di Pd e Cinque Stelle, con il presidente visibilmente contrariato. Proprio il governatore, in sede di dichiarazione di voto, aveva invitato a fare marcia indietro rispetto a questa modifica al testo non essendo stata concordata con lui, ma presentata “a gamba tesa. Ritiratelo e apriremo una fase nuova”, queste le sue parole.

Toma, lamentando la scarsa lealtà di alcuni “che cambiano idea dalla sera alla mattina”, in aula annuncia che trarrà le sue conclusioni: “I leader nazionali – ammonisce – non mi chiamino più per garantire l’operato di questo o quel consigliere”. Una rottura praticamente frontale con i ribelli Iorio e Romagnuolo, mentre più delicato resta il ruolo di Calenda, ago della bilancia per una maggioranza risicata che si regge su soli 11 voti favorevoli.

Dopo il voto dell’emendamento n. 3, a cascata, cadono una serie di emendamenti successivi assorbiti dalla modifica votata dall’aula, il ritiro da parte dei vari firmatari.

Sul punto c’era stata una lunga e puntuale ricostruzione della procedura seguita da parte dell’assessore ai Trasporti Vincenzo Niro, che aveva ribattuto punto su punto alle critiche ricevute, soprattutto da parte di Iorio. Ma la sconfitta è di quelle che bruciano e Andrea Greco del Movimento 5 Stelle, in aula, incassa il risultato e invita il leader dei Popolari a dimettersi. 

Inevitabile la punzecchiatura anche dell’esponente Pd Vittorino Facciolla: “Durante l’amministrazione di cui facevo parte – ha ricordato – sono stati ben sei i Piani approvati. Ma i Piani vanno fatti in mezzo alla gente, col confronto col territorio. Gli stakeholders devono aiutarti a scrivere il miglior bando possibile dopo aver approvato il Piano. Presidente, lei è un tecnico, questa riforma così non doveva portarla in aula e doveva restare indenne politicamente. Ma la legge 19 del 2000 è una legge sbagliata. E voi vi siete infilati in un ginepraio senza senso”. Parole che fanno il paio con la collega Dem Micaela Fanelli, che parla di “debacle politica”.

Laconico invece l’ex presidente della Regione Michele Iorio, per primo a fare barricate, nei giorni scorsi, contro la riforma Niro. “Non avrei votato nulla di diverso dal lotto unico”, ha tagliato corto, incassando un importante risultato personale dal punto di vista politico e dimostrando di saper essere autentica spina nel fianco.

Vano, infine, il tentativo del sottosegretario Quintino Pallante nei confronti dello stesso Iorio e di Calenda, chiamati a fare dietrofront bocciando la legge emendata, così da far ripartire il confronto da zero in maggioranza. L’ex consigliera leghista ha rispedito l’invito al mittente senza se e senza ma: “Dichiarazioni sconcertanti di Toma e Pallante. Sono donna di maggioranza e vi ho chiesto più volte di rimandare in aula questa modifica di legge e invece siamo qui il 22 dicembre senza motivo. Siamo su scherzi a parte? Noi siamo tutti uomini e donne libere. Io rappresento il territorio dell’Isernino e non mi potete tarpare le ali. Come volevate agire avreste penalizzato parte del territorio isernino e parte di quello campobassano”.

La riforma della riforma passa con 11 voti a favore contro 10. Toma è costretto a prenderne atto e annuncia: alla Befana trarremo le conclusioni politiche da più parti invocate.

Ma cosa prevedeva la proposta di legge n. 105 d’iniziativa della Giunta regionale, concernente “Disposizioni modificative della legge regionale 24 marzo 2000, n. 19 (Norme integrative della disciplina in materia di trasporto pubblico locale)? In sintesi, il testo della legge approvato oggi prevede modifiche all’attuale normativa regionale, la lr 19/2000, sull’indizione delle gare di appalto per il servizio di trasporto pubblico locale. In particolare, viene confermato il lotto unico per l’espletamento di una gara a procedura aperta e l’aggiudicazione effettuata secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. E’ in oltre previsto che il servizio urbano venga messo a gara dal Comune competente per il territorio, nell’ambito della rete urbana del traffico approvata dalla Regione.

Stabilito anche che l’impresa privata che subentra nel servizio trasportistico sia obbligata a rilevare solo i beni strumentali all’esercizio che siano stati qualificati dall’amministrazione affidante come beni essenziali, ovvero come beni indispensabili. Fino ad oggi era previsto l’obbligo di rilevare tutte le attrezzature e il materiale mobile strumentale, senza alcun riconoscimento quale bene essenziale da parte dell’ente che ha emanato l’appalto. Previsto anche che, per il conseguimento delle finalità di qualità del trasporto pubblico locale, si debba garantire ogni tutela dei diritti patrimoniale e non patrimoniali dei lavoratori dipendenti nei servizi di trasporto pubblico locale come stabiliti da leggi, regolamenti e Contratto collettivo nazionale. Il testo approvato dall’Assemblea prevede, infine, che nelle more della redazione, pubblicazione e aggiudicazione del bando di gara per l’affidamento dei servizi  su gomma, la Regione Molise ponga in essere tutte le iniziative necessarie ad adeguare i contratti ponte in essere, al fine di razionalizzare i conti, garantire prestazioni efficaci ed efficienti e salvaguardare i diritti patrimoniali e non patrimoniali dei lavoratori dipendenti.

Pba

 

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