Giorni di fuoco per le Agenzie Fiscali Entrate e Dogane-Monopoli. Si rischia la paralisi delle attività


di Camillo Pizzi

ISERNIA. Rischio paralisi per le attività del Fisco in Molise, come in tutte le altre regioni d’Italia. Le organizzazioni di categoria Fp Cgil, Cisl Fp, UilPa, Confsal Unsa e Flp, infatti, hanno proclamato in maniera unitaria uno stato di agitazione che coinvolgerà i lavoratori delle Agenzie Fiscali Entrate e Dogane-Monopoli prima con assemblee di un’ora nelle giornate di venerdì 17 (Entrate e Dogane a Termoli), lunedì 20 (Dogane a Campobasso) e martedì 21 (Entrate e Dogane-Monopoli a Isernia) e, infine, con una assemblea di due ore giovedì 23 (con tutti gli uffici coinvolti, e in particolare la Direzione Regionale e la Direzione Provinciale delle Entrate di Campobasso) che paralizzeranno la macchina fiscale. Inoltre, per il prossimo 6 febbraio è già stata annunciata una manifestazione nazionale a Roma, sotto la sede del Ministero dell’Economia e delle Finanze, e nelle maggiori città italiane.

“I lavoratori delle Agenzie stanno operando con una carenza di personale che non permette ormai nemmeno più di coprire i servizi essenziali, figuriamoci fare la lotta all’evasione fiscale. Inoltre, non percepiscono da oltre due anni il salario di produttività, nonostante tutti gli obiettivi fissati dalle Convenzioni con il Ministero dell’Economia siano stati puntualmente raggiunti. A tutto questo – spiegano in un comunicato Fp Cgil, Cisl Fp, UilPa, Confsal Unsa e Flp – si aggiunge il taglio continuo dei fondi per i lavoratori, un’organizzazione obsoleta e la paralisi dovuta all’assenza di un interlocutore, in quanto la politica non è stata capace di nominare né i direttori dell’Agenzia, nomine di competenza governativa, né i comitati di gestione, la cui nomina spetta invece al solo Ministro dell’Economia. La stessa questione della dirigenza e delle figure di coordinamento intermedie sembra ormai un drammatico gioco dell’oca: sono state istituite per legge posizioni professionali che rischiano di essere bocciate dalla Corte costituzionale, che dovrà pronunciarsi sulla loro legittimità il prossimo 25 febbraio. Qualora ciò dovesse accadere, le agenzie sarebbero riportate alla ‘casella di partenza’, senza direttore generale, senza comitato di gestione e senza dirigenti”.

“La delusione è tanta perché finora abbiamo atteso, con grande senso di responsabilità e con altrettanta professionalità, le soluzioni promesse dal Governo con la Legge di Bilancio; per il 10 dicembre scorso era stato fissato un incontro con il viceministro Misiani, poi cancellato, e da allora nessuna notizia. Nel frattempo, però – aggiunge Renato Cavallaro, coordinatore nazionale Uilpa Entrate, raggiunto telefonicamente durante una delle tante riunioni organizzate nella penisola – chi ci governa continua ad assicurare che nel 2020 dalla lotta all’evasione fiscale arriverà un tesoretto di oltre 3 miliardi, ma attualmente questa è un’utopia e i lavoratori non vogliono assolutamente essere complici di un buco nel bilancio dello Stato che è, invece, da attribuire a chi non vuol investire seriamente nella macchina fiscale”.

Addirittura, per i dipendenti delle Dogane-Monopoli, gravemente sotto organico, la situazione rischia di diventare drammatica per la gestione, a breve, della Brexit che comporterà un aumento esponenziale dei traffici merci sull’Italia, con l’Agenzia che non ha il personale per fronteggiare una probabile emergenza né i soldi per il pagamento dei servizi istituzionali.

 

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