Dopo la smentita di una delocalizzazione all’estero da parte dell’azienda, la stampa lodigiana riferisce di una nuova linea di produzione del tutto simile a quella molisana, sempre più a rischio ridimensionamento. Il sindaco di Pozzilli Stefania Passarelli fa appello al governatore Toma: in ballo 200 unità lavorative più l’indotto

POZZILLI. Le ombre non si diradano. Nonostante la smentita pervenuta dall’azienda lo scorso 11 dicembre, la Unilever di Pozzilli potrebbe spostare una buona parte della produzione in Lombardia, a Casalpusterlengo, in provincia di Lodi, già nei prossimi mesi.

Il grido di allarme arriva dal sindaco di Pozzilli Stefania Passarelli, che dalla propria pagina Facebook lancia un appello al governatore Donato Toma a seguito della pubblicazione di un articolo su un quotidiano lombardo, ‘Il Cittadino di Lodi’. Da lì si apprende che la multinazionale anglo-olandese è già al lavoro per potenziare lo stabilimento casalino a scapito di quello molisano, con una nuova linea di produzione e nuovi prodotti – detersivi nei sacchetti in plastica che fungono da ricarica – del tutto simili alla lavorazione della linea 10 della fabbrica di Pozzilli, linea a quanto pare smantellata nelle scorse settimane. Se lo spettro era la delocalizzazione all’estero per motivi di costo del lavoro – si parlava di Ungheria, ma poi l’azienda ha smentito – ora invece la riorganizzazione della produzione potrebbe ‘semplicemente’ riguardare regioni diverse. Per il Molise, un’ecatombe occupazionale, con ben 200 unità lavorative impiegate e altre centinaia comprese nell’indotto.

Notizie che hanno turbato non poco la prima cittadina Passarelli: “Quando le bugie hanno le gambe corte – questo il suo commento su Facebook – Unilever dovrà sconfessare con i fatti e documenti le dichiarazioni rilasciate in questi giorni. Hanno usato il termine “delocalizzazione” lasciando intendere che non delocalizzavano in altri stati, ma in altre regioni si. Pensare di spostare alcune funzioni produttive di Unilever Molise a Casalpusterlengo significa voler decretare la fine dell’azienda di Pozzilli. Il Presidente della Regione dovrà aiutarci in questa triste storia”.

Quale sarà la verità? Toma stesso aveva rassicurato i lavoratori nel corso di una trasmissione tv dove aveva riferito di aver ricevuto una mail rassicurante direttamente da Uniler. Bene sarebbe se si chiamasse l’azienda a un tavolo di crisi: il Molise, una chiusura del genere, proprio non può permettersela.

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