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Acqua, il Comune di Isernia: pagare e basta, bollette legittime

L’amministrazione rivendica la correttezza delle richieste e si giustifica: ritardi accumulati negli anni e nuove regole ci hanno imposto di procedere al recupero delle somme come stiamo facendo


ISERNIA. Il Comune di Isernia nega la possibilità di annullare le bollette dell’acqua che hanno letteralmente inondato la città. E rispedisce al mittente le dichiarazioni di Tiziano Di Clemente del Pc, sostenendo di aver proceduto in maniera regolare e motivando nel dettaglio il proprio operato. “Al fine di chiarire ulteriormente, si spera in via definitiva, la questione dei ruoli idrici del Comune di Isernia – si legge in una lunga nota del Municipio – riferiti alle annualità 2014-2017, emessi nel corso dell’anno 2019, si precisa che il Comune di Isernia, per scelte non ascrivibili all’attuale amministrazione, si è trovato con un arretrato sulla fatturazione di cinque anni, preesistente rispetto al proprio insediamento. Mentre venivano esaminati i possibili approcci al problema, è arrivata la moratoria dall’Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, a provvedere all’emissione della Carta dei Servizi, che è stata predisposta e approvata il 27 novembre 2017, e successivamente revisionata il 9 marzo 2018, e quindi al termine delle operazioni di lettura 2017 necessarie al recupero della fatturazione 2014-17”.

“La prima adozione della Carta predetta – continua l’ente – prelude a una serie di attività tra le quali: il generale adeguamento alla normativa emanata dall’Arera che coinvolge il Regolamento, il piano rateale fino ad ora adottato, le tariffe applicate e la tempistica di recupero degli arretrati. L’entrata a regime della complessa normativa predisposta dall’Arera richiede, quindi, un nuovo Regolamento comunale, un nuovo piano rateale e una nuova tariffa. Va precisato che, per via del ritardo di fatturazione accumulato, le fatture emesse non riguardano conguagli del consumo rilevato ma bollette originarie, calcolate con il metodo del pro-die e, quindi, sono riferite al consumo reale su fasce di consumo reali rispetto alle letture sul territorio”.

“Appare evidente che il Comune non avrebbe potuto materialmente applicare le previsioni della Carta dei Servizi alla fatturazione 2014-17, sulla quale già gravava l’obbligo di recuperare il ritardo di fatturazione, né vi era obbligato. Tra l’altro –argomenta il Comune – si prevede che l’applicazione integrale della regolamentazione Arera comporterà sia la riduzione del numero di rate fino ad ora utilizzato sia l’aumento sostanziale della tariffa, per via dell’applicazione del così detto “metodo normalizzato”, che avrebbero ulteriormente aggravato l’onere per i cittadini. Sembra pertanto paradossale quanto letto in recenti articoli di stampa riguardo alla legittimità della fatturazione o all’applicazione di penali per le stesse, sia perché la Carta dei Servizi non può stabilire regole per le fatturazioni pregresse e sia perché le fatture emesse hanno una scadenza precedente all’entrata in vigore della delibera Arera relativa ai termini di prescrizione della fatturazione. Il Comune di Isernia è tra i primi Comuni in Molise ad aver sostanzialmente avviato la messa a regime rispetto alla regolamentazione Arera, attraverso l’adozione di una prima Carta dei Servizi, lo studio per l’aggiornamento del Regolamento idrico, la raccolta dei dati per l’applicazione della tariffa secondo il nuovo metodo normalizzato e l’avvio della foto-lettura e della geo-referenziazione della rete. Tale ammodernamento non poteva che essere gestito secondo un processo di transizione finalizzato a recuperare il ritardo ereditato e a mediare la maggiore gravosità della nuova regolamentazione”.

“Le dichiarazioni a mezzo stampa che stanno circolando negli ultimi giorni – sottolinea l’amministrazione- sono dunque basate sulla lettura a senso unico di singole norme, senza valutare il complessivo quadro normativo e i tempi della normativa stessa, con l’effetto di creare confusione nell’utenza e mettendo così a rischio le entrate del Comune, che sono in parte destinate proprio alla tutela dei soggetti più deboli. Infine – concludono dal Municipio pentro – l’applicazione letterale e acritica delle norme richiamate nei citati articoli di stampa avrebbe comportato la necessità di fatturare contemporaneamente sia gli anni pregressi sia il 2018-19, con una tariffa più alta e con enormi oneri a carico di tutti gli utenti, e in particolare di quelli meno abbienti. Resta, comunque, il fatto che la Legge di stabilità 2018 rinvia a una delibera che l’Arera ha adottato soltanto il 17 dicembre 2019, con decorrenza 1 gennaio 2020, cioè oltre la data di emissione del ruolo idrico 2016-2017”.

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