L’esponente del Governo giunge in Molise e afferma la necessità di nuovi investimenti pubblici e privati per tamponare l’emigrazione e lo spopolamento 


TERMOLI. Una prima visita alla Fiat di Termoli, poi l’arrivo nell’azienda ‘Del Giudice’. Il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano ha iniziato così la sua giornata in Molise, accolto dai dirigenti locali del Partito Democratico. Al suo fianco il segretario regionale Vittorino Facciolla, la capogruppo alla Regione Micaela Fanelli e l’ex deputata dem Laura Venitelli. Aree interne e investimenti per i piccoli comuni le questioni affrontate dall’esponente del Governo.

“Il problema del Mezzogiorno – ha spiegato Provenzano – non è l’immigrazione ma l’emigrazione e lo spopolamento. Bisogna puntare a forme di insediamento produttivo che possano far crescere l’occupazione e dare speranza ai territori”. Ad essere presa in considerazione è anche la Zona economica speciale per la quale, ha evidenziato l’onorevole Venitelli, “siamo ancora in forte ritardo”. Il ministro Provanzano a tal proposito ha rassicurato l’ex deputata termolese spiegando che: “L’iter per l’istituzionalizzazione della Zes si stia velocizzando e rafforzando”.

“L’obiettivo – ha proseguito l’esponente del Governo – è di affermare nuovi investimenti sia pubblici che privati, perchè se non si rilancia il Sud va male tutta l’Italia. Sotto questo punto di vista bisogna ragionare in un’ottica sovraregionale”. In questo caso l’idea delle macroregioni sembra trapelare in maniera chiara dall’analisi di Provenzano che, successivamente, non ha fatto mancare la propria opinione sulle regionali appena terminate in Emilia Romagna e Calabria.

“La politica – secondo il ministro per il Sud – deve raccogliere il segnale degli elettori calabresi che in massa hanno disertato le urne: “Io – ha detto il ministro nella sua prima tappa molisana, a Termoli – guardo con grande attenzione a quanto accaduto in Calabria. Quando il 55 per cento dei cittadini resta a casa, significa che matura di sfiducia, di disincanto, di abbandono a cui io sento di dare una risposta. Ovviamente, non lo fa solo il governo ma tutte le istituzioni, insieme. Il piano per il Sud che stiamo a punto in questi giorni – ha concluso – proverà a dare risposte al senso di abbandono dei cittadini.

L’Emilia Romagna ci dice che i cittadini votano non solo per paura ma anche per rivendicare un modello di società. Il governo oggi ha il dovere di mettere in campo un’idea di Italia”, sottolinea Provenzano. Quanto agli alleati di governo, “nei 5Stelle c’è una riflessione in corso, che io rispetto. Ma non possiamo aspettare gli stati generali. Il rilancio dell’azione di governo deve partire adesso. E noi dobbiamo offrire un disegno chiaro, sul quale aprire un confronto”. “C’è una polarizzazione nella società – prosegue l’esponente del Pd – prima ancora che nella politica, e non è un caso che a soffrire oggi sono le forze che o negano questa distinzione, come i 5S, o che la vorrebbero superare, come Italia viva. Entrambe devono scegliere da che parte stare”.

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