Nel caos il settore sanitario in Molise e in particolare a Isernia, dove, oltre allo stop alle operazioni programmate, arriva la notizia dei guai giudiziari per il primario del Pronto Soccorso da sempre in prima linea nel denunciare le difficoltà del comparto


ISERNIA. Ha ripetutamente denunciato le criticità operative derivanti dalla carenza di personale e di mezzi adeguati ed ora è rimasto coinvolto in una vicenda giudiziaria. Si tratta del primario del Pronto Soccorso di Isernia Lucio Pastore, rinviato a giudizio per il decesso di una paziente.

I fatti contestati risalgono al 27 gennaio del 2017 e riguardano appunto la morte di un’anziana donna, una 77enne di Sant’Agapito, giunta nel reparto di urgenza dell’ospedale Veneziale in condizioni critiche, mentre in servizio – riferisce il diretto interessato – c’erano solo due medici e un portantino alle prese con almeno 30 utenti bisognosi di cure. Il medico di turno avrebbe effettuato tutta una serie di esami. Poi alle 14 sarebbe entrato in servizio proprio Pastore cui sarebbe spettato il compito di completare le analisi. Nel mentre, però, la donna è deceduta per un sopraggiunto arresto cardiocircolatorio. A questo punto, i familiari della signora avrebbero contestato presunti ritardi nello svolgimento degli accertamenti come anche incertezza sulle cause della morte, presentando denuncia. Accuse delle quali il noto medico risponderà nelle opportune sedi, ma che spingono il professionista ad evidenziare e rammentare come egli stesso avesse ripetutamente avvertito l’Asrem, la prefettura e la procura delle difficoltà operative per i sanitari, con ipotetici pericoli per l’utenza e le eventuali responsabilità in capo al personale medico operante. Ed ecco il drammatico risvolto.
Il medico, assistito dall’avvocato Oreste Scurti, che ne difende a spada tratta l’operato e annuncia l’attenuazione del capo di imputazione in ‘abbandono di persona’, sarà in aula il 17 aprile prossimo per la prima udienza del processo e nella circostanza – spiega – “chiamerà in causa tutti quegli attori che erano stati avvisati dello stato in cui versava e versa il Pronto Soccorso e dei pericoli”.

Intanto, prosegue lo stop agli interventi chirurgici programmati al Veneziale come conseguenza della riduzione, da parte della commissaria Asrem, della possibilità di effettuare prestazioni aggiuntive, che va ad aggiungersi al blocco del turnover. Anche se Maria Virginia Scafarto, a TeleRegione Molise, ha negato la paralisi dell’attività operatoria.  
In ogni caso, quella delle prestazioni aggiuntive, che per alcuni medici sfiorano il tetto delle 500 ore, è di certo una soluzione costosa alla mancanza di personale. Ma nelle more dei necessari concorsi pubblici per nuove assunzioni, sarebbe considerata l’unica via alternativa al blocco delle attività. Ed oggi le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. O meglio sulla pelle dei pazienti.

 

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