HomeNotizieCRONACAMolise peggior regione per incidenti sul lavoro. Rispoli: allerta criminalità organizzata

Molise peggior regione per incidenti sul lavoro. Rispoli: allerta criminalità organizzata

A evidenziarlo il procuratore generale presso la Corte d’Appello di Campobasso, nella cerimonia di inaugurazione dell’Anno giudiziario. Pochi i femminicidi, mentre sono evidenti i tentativi di infiltrazione sul territorio della mala pugliese e campana. Le preoccupazioni per la carenza di magistrati nella relazione del presidente Rossana Iesulauro


CAMPOBASSO. L’allarme criminalità organizzata, con i tentativi della mala pugliese e campana, oltre che balcanica, di far breccia in Molise. Un pericolo concreto, secondo il procuratore generale presso la Corte d’Appello di Campobasso, Guido Rispoli, che lo ha evidenziato nella cerimonia di inaugurazione dell’Anno giudiziario 2020.

I segnali, evidenti, sono arrivati dalle tante operazioni antidroga svolte dalle forze dell’ordine da un capo all’altro della regione, che si aggiungono ai sequestri di attività economiche, riconducili ad organizzazioni malavitose di altre regioni, alle misure interdittive dei prefetti antimafia nei confronti di aziende legate alla camorra. Oltre che all’alto numero di collaboratori di giustizia e di esponenti della malavita che scelgono il Molise, per scontare le misure alternative alla detenzione.

Non si può abbassare la guardia – ha detto Rispoli – bisogna continuare a prestare il massimo livello di attenzione. La regione – ha aggiunto – continua a vivere una situazione economica difficile e le aziende in crisi rappresentano una ottima occasione per la criminalità organizzata, di investire cospicue risorse finanziarie di provenienza illecita, facendosi schermare da compiacenti prestanome”.

E dalla criminalità organizzata alle morti sul lavoro, 5 nel 2018, con un alto indice di mortalità rispetto alla popolazione lavorativa. Il peggior dato nazionale, se si esaminano gli incidenti. “La gravità della situazione – ha rimarcato Rispoli – trova conferma nel dato concernente le lesioni colpose gravi e gravissime, derivanti da infortuni sul lavoro, passate da 577 a 709, con un incremento del 23%”.

Nessun caso di femminicidio invece, quasi un unicum a livello nazionale. Il dato dei 7 procedimenti penali iscritti a titolo di omicidio volontario che emerge dalle statistiche non deve trarre in inganno, ha chiarito il procuratore, perché fa riferimento a tentati omicidi e a fatti di sangue denunciati nel Distretto, ma commessi altrove, ovvero molto risalenti nel tempo.

Rispoli ha chiuso il suo intervento chiedendo di “far raggiungere alla Giustizia della ventesima regione standard qualitativi più alti”. Il problema è quello della carenza di magistrati e personale amministrativo, evidenziato anche nella relazione del presidente della Corte d’Appello del Molise Rossana Iesulauro. Ciò nonostante i risultati raggiunti sono stati importanti.

pubbkicoA fronte di un andamento nazionale che registra per un processo penale in tutto il suo iter 1.600 giorni, con punte negative di oltre 2mila giorni, il distretto del Molise ha un tempo medio di 972 giorni ed è al terzo posto in Italia, dopo Trento e Messina. In particolare, per i processi di primo grado, Campobasso, con 396 giorni è poco sopra la media nazionale (375), mentre la Corte d’Appello è tra le migliori d’Italia con 293 giorni di media, rispetto a quella nazionale di 759.

“Purtroppo in questo distretto – le parole di Iesulauro – si assiste alla preoccupante realtà del depauperamento del personale amministrativo, la cui consistenza numerica ha raggiunto, in alcuni uffici, livelli di assoluta emergenza. La consistente carenza di personale, ben nota al Ministero – ha aggiunto – genera serie preoccupazioni per l’amministrazione della giustizia nel Molise, una regione che lotta per la sopravvivenza, per le note difficili condizioni socio-economiche, che il complessivo scenario di miopia rischia di aggravare ulteriormente”.

Il Tribunale di Campobasso può contare su un organico di soli 11 magistrati, “di per sé inadeguato, sia per il numero di collegi da costituire nel settore penale e civile trattandosi di un Tribunale distrettuale, sia per la consistenza dell’organico della Procura, costituito da 6 sostituti, oltre al procuratore.

Il Tribunale di Isernia, dopo essere risalito nel 2017 dal penultimo posto (139esimo a fine 2014), al primo nella graduatoria nazionale del Tribunali nazionali relativa al tasso di smaltimento dei processi civili, si è trovato ad operare con una significativa carenza dell’organico dei magistrati. Tanto da non poter ripetere la performance degli anni precedenti. 

C.S.

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