Durante la proiezione dello spettacolo sulla cacciata degli italiani dall’Istria, l’assessore alla Cultura del Comune di Isernia invita i ragazzi ad approfondire anche su altre fonti. Parole che, interpretate in un certo modo, avrebbero indotto qualche insegnante a lasciare la sala per protesta. Nel pomeriggio la pungente replica del professore di Storia Contemporanea dell’Università del Molise. Ma il politico precisa: mai messo in discussione il lavoro degli storici, ho parlato di altro
di Pasquale Bartolomeo
ISERNIA. Vespaio di polemiche nel Giorno del Ricordo, a Isernia. Ha fatto discutere l’intervento dell’assessore alla Cultura del Comune di Isernia, Eugenio Kniahynicki, intervenuto presso il cinema Lumiere durante il matinée dello spettacolo teatrale ‘Magazzino 18’ di Simone Cristicchi, che prende il nome dal luogo, nel Porto Vecchio di Trieste, dove gli italiani cacciati dall’Istria dopo la sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale lasciavano le loro cose. Un vero e proprio percorso nella memoria, quello di Cristicchi, che riconduce al dramma della fuga, alla barbarie delle foibe, alle persecuzioni del regime comunista di Tito.
Nel corso del suo saluto a margine della proiezione, l’assessore, come riferito dall’Ansa, avrebbe invitato gli studenti presenti ad andare anche oltre i libri di storia, ricercando le notizie alla fonte, agli Archivi di Stato, spesso più attendibili. Parole che avrebbero, sempre secondo l’agenzia di stampa, provocato una reazione di protesta da parte di qualche professore in sala, che avrebbe lasciato il cinema per farvi ritorno solo a spettacolo iniziato. “La storia e i fatti ci danno ragione – queste le parole di Kniahynicki – Questa pagina oscura è stata per troppo tempo negata. Spesso i libri di storia sono scritti da persone che hanno un legame emotivo e una loro emotività, questo vale a tutti i livelli, e spesso anche per pressioni si tende a non raccontare tutti gli accadimenti o a raccontarli attraverso un’interpretazione degli stessi. Negli ultimi decenni, è riemersa una pagina oscura della storia. Ci ha fatto molto piacere che Mattarella abbia dato un alto valore simbolico, ma anche pratico alla Giorno del ricordo”.
Per poi precisare più tardi, a scanso di equivoci: “Non ho assolutamente invitato i ragazzi ad andare su internet per approfondire i temi, bensì a fare ricerca individuando le fonti che per me sono negli Archivi di Stato”. In relazione all’aspetto dell’emotività precisa: “Non mi rivolgo agli storici, ma al negazionismo che spesso traspare nei libri di storia”.




