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Se musica e cibo non sono cultura: salta l’evento a Isernia, è polemica

Scontro a distanza tra l’ideatore del progetto Calavibes e l’assessore Kniahynicki: “Noi sminuiti a dispetto di altre kermesse minori”. La risposta: “Nessuna discriminazione, manifestazioni del genere trattate tutte allo stesso modo”


ISERNIA. Salta per dissidi con il Comune di Isernia il nuovo appuntamento con Calavibes Vynils & Wine, il format ideato dall’associazione Miramo che, a grande richiesta, il 29 febbraio presso l’auditorium Unità d’Italia avrebbe dovuto bissare il successo delle precedenti edizioni a Miranda e presso il chiostro comunale di Palazzo San Francesco a Isernia. Più che di ‘format’, però, sarebbe opportuno parlare di ‘stile’: gli eventi Calavibes hanno lo scopo di coniugare le ‘buone vibrazioni’ della musica su vinile alle eccellenze enogastronomiche locali, il tutto in un’atmosfera elegante e ricercata. Non si tratta di una ‘semplice’ serata danzante, quanto piuttosto – almeno nelle intenzioni degli organizzatori – di un vero e proprio evento mondano e culturale. Per la giornata del 29 si era pensato di proporre musica selezionata nello scenario underground del secondo piano dell’auditorium. Un ambiente ancora sconosciuto alla comunità isernina, che avrebbe garantito la giusta scenografia per il main event della serata: quattro dj locali, quattro console collegate tra loro in un solo flow musicale. Accanto alla musica, come si diceva, il food: in orario di aperitivo sarebbe stato disponibile agli spettatori l’ottimo caffè miscela D’Agnilli, con una selezione di cioccolatini offerti dall’azienda isernina Cioccopapa e di vini della nota azienda Campi Valerio.

CALAVIBES 2Ma il patrocinio del Comune, richiesto circa un mese fa, solo ieri sarebbe stato negato per motivi legati proprio alla finalità dell’evento, che – secondo quanto si sono sentiti rispondere gli organizzatori – non meriterebbe il benestare perché avente scopo di lucro. La possibilità di avvalersi del contributo, tra l’altro, avrebbe comportato una riduzione del costo di fitto della sala auditorium del 50 per cento: 500 euro rispetto ai 1.000 previsti. Ma, come spiega Gianfranco Calabrese, ideatore del progetto Calavibes, non è tanto la questione economica ad aver pesato: piuttosto, l’oggetto della contesa sarebbe il ‘trattamento’ ricevuto dall’assessore alla Cultura, Eugenio Kniahynicki, che avrebbe liquidato l’evento come “una serata a base di discoteca e vino”. Parole che non sono piaciute affatto a Calabrese e che hanno determinato l’annullamento della data del 29, con necessità di individuare delle alternative che presto saranno annunciate.

“Dispiace per l’utilizzo arbitrario della parola ‘cultura’ da parte dell’assessore competente – ha dichiarato Calabrese – visto che comunque si pagano con i soldi dei contribuenti gli eventi più disparati, enfatizzando ad esempio tipicità culinarie che troppo spesso non hanno nulla a che vedere con il nostro territorio. Mi rincresce che il producer molisano Vincenzo Pizzi, riconosciuto a livello globale per il suo lavoro (da Vogue a Zuegg, solo per citare alcune delle sue recenti collaborazioni) venga confuso per un saltimbanco da discoteca. Come dispiace che si dica che l’evento Calavibes nasce per scopo di lucro. Al riguardo, basti dire che l’evento da noi organizzato nei mesi scorsi presso il chiostro comunale, tolte le spese e pagate le tasse, ha ‘fruttato’ 120 euro. E che l’associazione ‘Miramo’, che si occupa della gestione dell’evento, non può avere scopo di lucro essendo un’associazione culturale. Inoltre, tutti i nostri partner commerciali e l’attività ristoratrice che stavolta si occupa del food, ovvero il Loft 131, emettono regolarmente scontrino e pagano le relative tasse com’è giusto che sia, senza contare che nell’allestimento della kermesse è impiegata tutta gente regolarmente assunta. Con questo – ha precisato l’imprenditore – ci tengo a dire che non ho chiesto un euro al Comune, né che mi sarei permesso di farlo. Eravamo ben disposti al pagamento della sala dell’auditorium, ma siamo stati accusati di fare lucro, dunque di non ‘meritare’ il patrocinio, che ci avrebbe fatto risparmiare la metà del prezzo di fitto. Sono costernato, anche perché la Calabrese srl offre al Comune i propri locali ad uso scuola a prezzi assolutamente alla portata e che, se proprio dobbiamo dirla tutta, non viene pagata neppure con regolarità dall’ente”.

eugenio kniahynicki 1Al riguardo, l’assessore Kniahynicki replica che il teatro e i vinili, senza nulla togliere, “non sono paragonabili. Se proponi un evento con musica su vinili e lo associ alla vendita di prodotti enogastronomici i cui incassi vanno a un’associazione c’è evidentemente uno scopo di lucro. Se poi non c’è profitto, questo fa parte del rischio d’impresa che va comunque messo in conto. Nulla contro l’evento in sé, ma il principio che è stato adottato è non concedere il patrocinio se non a chi organizza eventi benefici. Si tratta di una regola di principio, ripeto, che abbiamo sempre adottato: non si deve fare confusione tra gli eventi organizzati direttamente dal Comune, che seguono tutt’altra procedura, e gli eventi proposti da terzi che sono trattati equamente e tutti allo stesso modo. Già in passato sono arrivate omologhe richieste per dj set e sono state sempre trattate come l’evento in questione, non possiamo fare differenze, mentre in caso di scopo benefico è prevista anche la gratuità degli spazi. A me dispiace che taluni pensino di poter utilizzare beni pubblici per fini privati usufruendo di contributi che non spettano. Il mio assessorato ha una programmazione ben delineata: ci sono contributi anche per le associazioni, ma devono sussistere le condizioni per poter dare una mano a tutti”.

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