Gli strumenti medici sono già operativi negli ospedali di Campobasso, Isernia e Termoli


CAMPOBASSO. Da oltre un mese le tre unità operative di oncologia, Campobasso, Isernia e Termoli sono state dotate di un particolare sistema di refrigerazione del cuoio capelluto, il cosiddetto casco refrigerante, destinato principalmente alle donne che vengono maggiormente colpite a livello psicologico dalla perdita dei capelli nella fase di chemioterapia. Tale apparecchio ha lo scopo di ridurre la caduta dei capelli rappresentando un valido ausilio per mitigare gli effetti del trattamento.

L’operazione è costata circa 130mila euro alla Regione Molise ed è nata da un’idea della Garante dei diritti della persona, Leontina Lanciano, la quale, stando a stretto contatto con le pazienti del reparto di oncologia, ha ascoltato i loro timori e si è impegnata a dare un seguito alle loro richieste. Oggi, nel reparto di oncologia del Cardarelli, il presidente della Regione Donato Toma, insieme ai dirigenti e ai commissari, ha presentato l’investimento sottolineando che la sua presenza al Cardarelli deve essere interpretata come un omaggio al reparto, ai pazienti e a tutto personale medico. “Quando si tratta di salute – le parole di Toma – ‘non ce ne può fregar di meno’ delle questioni economiche, abbiamo mantenuto l’impegno preso”.

Il riferimento è evidentemente rivolto all’importante disavanzo finanziario che coinvolge la Regione sulla sanità. “Affronteremo anche questo problema – spiega Toma – al momento le redini della sanità ce le hanno altri, noi interveniamo a livello politico sui tavoli nazionali. Parlando l’altro giorno con il ministro Speranza posso dire che ci sono delle prospettive sul fronte delle strategie di ripianamento del disavanzo. Il coraggio di affrontare le problematiche ce l’abbiamo, adesso aspettiamo che ci vengano date le redini per questo settore”,

Tornando sul tema del giorno, ha poi preso la parola la Garante regionale dei diritti della Persona. “Ho voluto fortemente questo tipo di intervento – ha spiegato Leontina Lanciano – ho intrapreso azioni costanti per sollecitare chi poteva dare seguito all’acquisto dei caschi refrigeranti. L’idea è partita da una visita che ho fatto al reparto oncologico dove ho avvertito questa necessita nelle pazienti, me ne sono fatta carico e sono contenta che adesso siamo riusciti a dare degli strumenti per alleviare la loro sofferenza durante il trattamento chemioterapico. Il rispetto per la persona, in questo senso, è determinante. Non è risolutivo ma è un grande passo per ridare un po’ di normalità alle pazienti”.

A spiegare nel dettaglio i benefici del casco refrigerante è il primario del reparto il dottor Gianfranco Giglio: “Come tutti sappiamo – spiega – la chemioterapia ha degli effetti collaterali. Uno dei questi è la perdita dei capelli in quanto la terapia colpisce anche i bulbi peliferi. Per mitigare o ridurre questi effetti oggi abbiamo a disposizione i caschi refrigerati, un apparecchio che porta la temperatura del cuoio capelluto intorno ai 18/20 gradi. Di portare quindi a una vaso costrizione a livello dei bulbi e quindi ridurre la concentrazione dei farmaci chemio terapici. L’apparecchio andrà applicato mezz’ora prima, durante e anche dopo la chemio terapia. Non abbiamo risultati del 100% ma per il 50/60% c’è la possibilità di non perdere i capelli. Tutto ciò significa umanizzare le cure e dare un vero sostegno a chi dovrà affrontare la terapia”.

Andrea Vertolo

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