Per il Consiglio dei ministri la normativa sugli organismi geneticamente modificati sarebbe illegittima
CAMPOBASSO. La Regione Molise si è costituita nel giudizio promosso davanti alla Corte Costituzionale dal presidente del Consiglio dei ministri per la declaratoria di illegittimità costituzionale della legge regionale 12/2019 (Disposizioni transitorie in materia di coltivazione ed uso in agricoltura di organismi geneticamente modificati (Ogm)) che modifica una precedente norma (7/2008).
La parte impugnata è quella che stabilisce: “La Regione sostiene la fornitura e l’utilizzo dei prodotti provenienti dalla filiera corta e dagli organismi non geneticamente modificati negli appalti pubblici di servizi o di forniture di prodotti alimentari ed agroalimentari destinati alla ristorazione collettiva di scuole di ogni ordine e grado, università, ospedali, luoghi di cura, gestiti da enti pubblici o da soggetti privati convenzionati.
Per tale motivo, la fornitura e l’utilizzo di prodotti provenienti dalla filiera corta in misura superiore al 50 per cento oppure l’utilizzo di prodotti non contenenti organismi geneticamente modificati, pur nel rispetto della normativa statale vigente in materia di contratti pubblici, costituiranno titolo preferenziale per l’aggiudicazione degli appalti di servizi e forniture destinati alle attività di ristorazione collettiva”.
Ad avviso del Governo, la legge detta disposizioni che violano la normativa costituzionale, in particolare il primo comma dell’117 della Costituzione, che impone alle Regioni, nell’esercizio della propria potestà legislativa, il rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento e da una specifica direttiva comunitaria.
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