La segreteria provinciale del Nursind Campobasso lancia un appello all’Asrem prima dell’assunzione di nuovo personale
CAMPOBASSO. Impegnati quotidianamente in corsia, specie in questo delicato momento di emergenza sanitaria da coronavirus, gli infermieri precari chiedono tutela, soprattutto attraverso la stabilizzazione.
E lo fanno tramite la segreteria provinciale di Campobasso del Nursind, il sindacato di categoria.
Con una nota, nel “ringraziare medici e infermieri che in questi giorni, in modo particolare, sono stati sottoposti a turni massacranti e ad una continua esposizione a contagio da Covid 19 nei vari ospedali, l’organizzazione sindacale rivolge un forte appello a tutte le istituzioni politiche regionali, nonché alla direzione generale Asrem, affinché si adotti in questo momento, così particolare, il dispositivo per la stabilizzazione di tutto il personale precario che, con alto senso di responsabilità ed attaccamento al proprio dovere professionale, sta dimostrando capacità organizzative anche laddove si vengono a creare delle carenze”.
“Detto personale, – ancora il Nursind – ormai presta la propria attività da anni, lavorando nonostante lo stato di precarietà e i grossi sacrifici, fa parte di un’organizzazione assistenziale che risponde ai criteri di efficacia ed efficienza, creando uno standard assistenziale positivo”.
Di qui il monito: “Sarebbe anche una forma di riconoscenza per tutto quello che stanno facendo, nonché il diritto ad avere un contratto stabile prima dell’attuazione del piano di rafforzamento del SSN varato dal governo Conte, vista la carenza elevata ed i malati the continuano ad aumentare sempre.
La scrivente sigla sindacale ricorda che i primi due commi dell’articolo 20 del Dlgs 75 sono i due ‘pilastri portanti della possibilità che hanno le amministrazioni di avviare procedure di reclutamento speciale transitorio per il triennio 2018-2020’. I due commi si applicano a tutto il personale degli Enti del Servizio sanitario nazionale con le stesse modalità previste per tutto il resto del personale della Pubblica amministrazione, Irccs e Izs compresi.
In particolare per il personale medico, tecnico-professionale e infermieristico del Servizio sanitario nazionale, dirigenziale e non, la circolare prevede che ‘in
quanto personale direttamente adibito allo svolgimento delle attività che rispondono all’esigenza, prescritta dalla norma, di assicurare la continuità nell’erogazione dei servizi sanitari, e consentito ii ricorso anche alle procedure di cui all’articolo 20 e, per personale tecnico-professionale e infermieristico, – conclude la nota – il requisito del periodo di tre anni di lavoro negli ultimi otto anni, previsto dall’articolo 20, commi 1 lettera c) e 2, lettera b), pub essere conseguito anche presso diverse amministrazioni del Servizio sanitario nazionale”.
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