La Procura ha aperto un fascicolo e sono diverse le ipotesi di reato al vaglio degli inquirenti. La rivolta ha coinvolto una sessantina di detenuti
ISERNIA. Ottanta uomini per una doppia cinturazione del carcere di e trattative andate avanti fino a notte. Un lavoro sinergico da parte delle forze dell’ordine ha impedito che la sommossa scoppiata ieri sera nel penitenziario di Ponte San Leonardo avesse conseguenze ben più serie.
Nessuno per fortuna è rimasto ferito, ma sono ingenti i danni provocati alla struttura. La Procura ha aperto un fascicolo e sono diverse le ipotesi di reato al vaglio degli inquirenti, tra cui il danneggiamento.
Questa mattina il procuratore capo Carlo Fucci ha incontrato la stampa insieme al questore Roberto Pellicone, al comandante provinciale dell’Arma Gennaro Ventriglia e al comandante provinciale della Guardia di Finanza Vito Simeone per illustrare quanto accaduto e soprattutto come la rivolta è stata gestita.
“In maniera eccezionale – ha spiegato Fucci – le forze dell’ordine hanno circondato la casa circondariale con una doppia cinturazione, interna ed esterna. Un detenuto ha tentato la fuga, ma è stato bloccato. L’intervento immediato in tal senso ha fatto desistere anche gli altri. Considerevoli però i danni provocati alla casa circondariale”.
Poi le trattative. Il procuratore insieme ai vertici delle forze dell’ordine ha incontrato i detenuti. Come è noto la rivolta nelle carceri in diverse città italiane è legata alle misure di contenimento del Covid-19. E soprattutto alla sospensione dei colloqui con i familiari. “I detenuti – ha spiegato ancora il procuratore – hanno innanzitutto compreso che era necessario interrompere la rivolta. E’ stato garantito loro che i colloqui con i familiari saranno garantiti via skype, come era stato già predisposto dalla Penitenziaria. Per quel che concerne la dotazione degli agenti di mascherina si sta già provvedendo in tal senso”.
Deborah Di Vincenzo
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