Il sindacato rilancia sul tema sanità: “non ancora abbiamo compreso i motivi della mancanta riapertura degli ospedali di Larino e Venafro”
CAMPOBASSO.“Ci sono categorie che non si fermano, bisogna garantire protezione e controlli contro ogni rischio e contagio”. L’allarme è stata lanciato dalla Cgil Abruzzo-Molise che, per voce dei rappresentanti Carmine Ranieri e Paolo De Socio, chiede chiarezza sui decreti restrittivi adottati dopo l’entrata in vigore del decreto legge del governo.
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“In attesa della risultanza dell’ennesimo incontro chiesto dalle strutture nazionali al Ministero dello Sviluppo Economico e al Ministero dell’Economia e delle Finanze, la Cgil continuerà ad essere al fianco di tutti i lavoratori, in primis medici, infermieri e personale sanitario tutto, commessi dei supermercati, ditte di pulizie e mense ospedaliere, riders, autisti del trasporto pubblico locale, operai della filiera alimentare, farmaceutica, dei dispositivi di protezione individuale, forze dell’ordine e polizia locale, giornalisti, operatori postali e bancari, operatori delle reti digitali, operatori ecologici e tanti altri lavoratori ancora che in questi giorni – commentano i rappresentanti del sindacato – sono la testimonianza che il lavoro e’ elemento imprescindibile per superare la fase presente e per guardare con fiducia e ottimismo al futuro : a loro va il nostro ringraziamento ed è soprattutto a loro che bisogna garantire la massima protezione contro il rischio di contagio.
Oltre alla sicurezza di chi lavora, bisogna garantire – incalzano – la protezione economica e sociale a tutti coloro che momentaneamente resteranno a casa. Ammortizzatori sociali, sospensione dei mutui a lavoratori e imprese, sospensione delle tasse e proroghe dei termini, sono le priorità da attuare.
In Molise, in particolare, la sanità mostra numerose criticità in ordine a varie questioni tra cui la carenza di personale sanitario nelle strutture ospedaliere, fatta rilevare più volte e solo acuita dall’emergenza in atto; in questi giorni spesso sono state segnalate problematiche anche in ordine alla fornitura e dotazione di dispositivi di protezione individuali per il personale che opera nelle strutture ospedaliere, sia per i dipendenti dirette delle Asl sia delle cooperative e delle aziende affidatarie di servizi.
La chiusura nelle scorse settimane dell’ospedale di Termoli e la nebulosa che avvolge quello che ormai sta diventando il caso Neuromed, sono campanelli di allarme pesanti rispetto alle azioni che si stanno proponendo per affrontare l’emergenza sanitaria e stanno venendo al pettine nodi che hanno da sempre caratterizzato l’atavica sofferenza della sanità molisana sbilanciata, per scelte incaute del passato e del presente verso una sproporzione di attribuzione di risorse pubbliche verso le strutture private.
Nonostante l’emanazione dei decreti che indicano modalità di reclutamento e iniziano a quantificare la declinazione territoriale delle risorse economiche, non c’è stata fino ad oggi – secondo Ranieri e De Socio – comunicazione e chiarezza sui motivi ostativi per avviare procedure e azioni tese alla riapertura degli ospedali dismessi, in primis Larino e Venafro”.
Intanto nelle prossime ore i sindacati e le associazioni di categoria incontreranno in video conferenza l’assessore regionale al lavoro Luigi Mazzuto, per fare il punto della situazione sulla comunicazione del decreto di ripartizione delle risorse assegnate al Molise e per avviare le dovute e necessarie procedure per l’accordo regionale per gli ammortizzatori sociali straordinari relativi all’emergenza COVID – 19.
Ma è sull’atteggiamento del governatore Toma che si concentrano le polemiche maggiori del sindacato, tenuto conto che “continua a prendere decisioni in perfetta solitudine affascinato forse dalla pratica dei pieni poteri”.
“In queste ore – incalzano i due sindacalisti – apprendiamo che diverse componenti politiche locali, appellandosi alle prerogative proprie del consiglio regionale, rivendicano la possibilità di contribuire alla discussione e alle scelte e rilanciano plausibilmente la possibilità di discutere e approfondire anche le circostanze che hanno portato all’emanazione dei decreti “coprifuoco” che hanno già determinato ben quattro zone rosse in Molise; da più parti si chiede anche la possibilità di attivare azioni preventive tipo i tamponi a tappeto, considerati i numeri, potrebbe essere la vera svolta in termini di quantificazione dei numeri reali e di azioni preventive da porre in essere.
L’esperienza insegna – concludono Carmine Ranieri e Paolo De Socio – che nei momenti più difficili l’unione fa la forza e quindi, rivendicando il senso di responsabilità palesato dal sindacato in questi tragici momenti per i lavoratori, per il mondo produttivo e per l’intera cittadinanza, la Cgil resta a disposizione per confronti istituzionali e non che possano alleviare le sofferenze legate a questa ennesima crisi di sistema. “
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