In una lettera aperta indirizzata al Capo del Dicastero della Salute l’amministrazione comunale di Larino torna sulla mancata riapertura dell’ospedale Vietri a fronte del preoccupante diffondersi in questi giorni, anche sul territorio regionale, dell’emergenza Covid.19. Un appello unanime a tutela della sanità pubblica e del nosocomio frentano


LARINO. La lettera reca in calce la firma del sindaco Pino Puchetti e di tutti componenti, maggioranza e minoranza, dell’amministrazione comunale, e segue le numerose prese di posizione che nel corso delle ultime due settimane hanno accomunato una novantina di sindaci, comitati, cittadini sulla richiesta di riapertura del Vietri, tema che finora ha trovato pressochè indifferenti sia il governatore Toma sia il direttore generale dell’Asrem Florenzano.

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“Quella sul Vietri di Larino – recita la lettera – è una battaglia ingaggiata da anni e che sembra essere arrivata al capolinea. Una vicenda che richiede nell’immediato una grande ed attenta valutazione da parte Sua e di tutti i vertici che sovraintendono e coordinano la sanità nazionale in questo momento tanto preoccupante.

Tale struttura ha rappresentato da sempre il fulcro di riferimento territoriale per ben 30 comuni, nei quali insiste una popolazione di quasi 120 mila abitanti che ha bisogno quotidianamente di cure immediate e a lungo termine.
A tale proposito, si è sempre richiesta e reclamata la funzionalità di un ospedale che per tutte le caratteristiche che lo connotano, risulta essere un complesso moderno, di recente costruzione e con elevati standard di antisismicità. Esso ha servito sempre, non solo il territorio frentano, ma anche quello nazionale; basti pensare all’eccellenza del reparto di oculistica, vero e proprio fiore all’occhiello della nazione, nonché al servizio puntuale e dovizioso offerto per il terremoto del 2002.

Nelle ultime settimane, in relazione alla diffusione della pandemia da corona virus, questa amministrazione – aggiungono – unitamente ad altre del Basso Molise, ha più volte rivolto istanza a Lei, al capo della protezione civile nazionale Angelo Borrelli, al Presidente della Regione Donato Toma ed al commissario ad acta della sanità Angelo Giustini per sollecitare la riapertura del Vietri, ospedale dotato di camera iperbarica, emodialisi, apparecchiature per la terapia intensiva e predisposizione per la rianimazione. Se qualche giorno fa si ipotizzava l’aggravarsi della situazione, oggi i dati ci dicono che essa è gravissima e che gli ospedali presenti in regione sono, non solo al collasso, ma anche saturi per logica incapienza. Essi non sono più in grado di sostenere e far fronte ad un’emergenza mai conosciuta finora.

Il 12 marzo scorso il tavolo permanente dell’unità di crisi regionale, ha dato l’assenso alla riapertura degli ospedali di Larino e Venafro. In vista di ciò il sindaco e l’amministrazione comunale annunciano alla cittadinanza tale determinazione. Il 16 marzo, con nota successiva a quella del 9 marzo 2020, il sindaco pone nuovamente alla Sua attenzione, il sollecito per la riapertura del Vietri e in particolare del pronto soccorso. Tutto ciò è necessario per avere un indispensabile “filtro” del disastro in atto ed evitare il sovraffollamento enorme e disumano dei tre nosocomi attualmente aperti in regione.

La nostra proposta – continuano gli amministratori – vuole equilibrare la protezione della salute, non solo del territorio molisano, ma anche di quello nazionale. Vogliamo mettere a completa disposizione di tutto il territorio nazionale la nostra struttura per qualsiasi evenienza. In relazione a ciò, la preghiamo vivamente di rimettere in funzione il miglior ospedale del Molise, la cui chiusura ha amplificato l’enorme caos sanitario in esponenziale crescita.

L’accoglimento della presente aiuterebbe a cementare la nostra mai perduta speranza per la riapertura di una struttura in cui nessuno vorrebbe mai andare, ma dove tutti sono costretti se malauguratamente ne dovessero avere bisogno”.

Infine la richiesta unanime: “Ministro, tuteli la sanità pubblica, contribuisca a ridurre le disuguaglianze sempre più diffuse tra i cittadini, faccia in modo che essa sia accessibile a tutti sia nel ricovero stabile che in un primo soccorso di qualità. In un’Italia che tutela la salute in uno dei suoi preziosi articoli costituzionali, non si può eludere il diritto a curarsi e a vivere bene. Siamo sicuri che darà attenzione a noi che rappresentiamo il popolo e al popolo che ha riposto in noi la speranza della tutela; è veramente straziante – concludono – ascoltare tutti i giorni il grido di dolore di tante persone che chiedono unicamente la possibilità di essere soccorsi e curati, sentire le loro paure, incertezze e sentimenti di fragilità”.

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