I dati forniti dal governatore Toma durante la riunione del tavolo permanente per fare il punto sull’epidemia da Covid-19. Intanto due casi sospetti in provincia di Isernia sono finiti all’attenzione dell’autorità sanitaria: un tampone è negativo, l’altro è ancora in corso


CAMPOBASSO. Si è riunito nella mattinata, in video conferenza, il Tavolo permanente sull’emergenza Coronavirus, insediato presso la Presidenza del Consiglio regionale.

Introducendo i lavori, il governatore Toma ha fornito i dati aggiornati sui contagi in Molise da Covid-19 e le relative misure di contenimento.

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Ad oggi – ha rivelato – sono ben 172 le persone in isolamento nelle cosiddette zone rosse della regione. Si tratta di soggetti i quali osservano tale regime per ragioni di provenienza, appunto, o per aver avuto rapporti con pazienti risultati positivi al Covid-19.
In diminuzione, invece, le persone in sorveglianza, cui la quarantena è allo scadere.  Ha poi ribadito i numeri, confermando che al momento sono 71 i casi di contagio accertati a seguito dei tamponi. Tra i nuovi: 3 sono operatori del 118 (2 volontari e un medico), un anziano di 94 anni, una persona di Montenero deceduta sulla quale è stato eseguito l’esame post mortem e una persona di Campochiaro.
Tre le persone dichiarate guarite; 25 sono, invece, i pazienti affetti da Covid ma asintomatici, di cui alcuni sono ricoverati in Malattie infettive, mentre altri sono stati dimessi per un opportuno decorso della malattia a casa. Il numero totale di pazienti positivi ricoverati presso il Neuromed è di 9.

Proprio in merito all’Irccs di Pozzilli, il direttore dell’Asrem Oreste Florenzano, in risposta alle sollecitazioni di alcuni consiglieri regionali, ha chiarito i motivi della gestione diversificata tra il caso Neuromed e quello del San Timoteo di Termoli. Ed ecco che le differenze di trattamento sarebbero imputabili alla diversità delle strutture, ai modi e soprattutto ai tempi. In sostanza, le norme nazionali vigenti non erano le stesse quando si sono verificati i fatti e si è agito in base alle regole del momento.
Risposte dal dg dell’azienda sanitaria anche per quanto concerne le strutture ospedaliere di Larino, Venafro e Agnone: “Tali ospedali – ha detto – sono in prima linea come gli altri nella gestione di questa emergenza e sono ancor più importanti quali riserve future per affrontare in modo opportuno eventuali nuove necessità che si dovessero presentare”.

Intanto, nelle ultime ore due casi della provincia di Isernia sono finiti all’attenzione dell’Autorità sanitaria perché sospetti. Ma uno si è già rivelato un falso allarme. Un anziano di Roccamandolfi è giunto ieri pomeriggio all’ospedale Veneziale di Isernia per la frattura di un femore. L’uomo è stato visitato nella tenda del pre-triage e ha riferito di non avere sintomi febbrili o simil-influenzali. Sottoposto agli esami del caso, sarebbe emerso in un momento successivo uno stato febbrile; dalla Tac effettuata subito dopo, poi, si sarebbe propeso per un tampone per fugare il dubbio coronavirus. Trasferito nel frattempo nel reparto di Ortopedia per essere sottoposto alle cure necessarie per la frattura del femore, è stato messo in isolamento. Per fortuna, il tampone ha dato esito negativo.

Un altro anziano di Miranda è stato trasferito invece questa mattina dal 118 al reparto Malattie Infettive del Cardarelli per essere sottoposto a tampone. La situazione clinica ha fatto propendere per il ricovero immediato a Campobasso. Si è in attesa del risultato.

 

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