Il primo cittadino a cuore aperto sulla crisi da coronavirus: “Fatto il massimo e intendo continuare farlo. Se avessi potuto, avrei eretto un muro a difesa dell’intera città”. Sul ‘Cura-Italia’: “Primi investimenti insufficienti. Come Comune chiederemo un ristoro per tutte le attività locali. Ce la faremo e ripartiremo”
di Antonio Di Franco
D: Sindaco, nel momento più difficile di questa emergenza sanitaria facciamo il punto della situazione. Isernia sembra tenere bene.
R: Abbiamo fatto prevenzione che era l’unica cosa che avremmo potuto fare, perché come ben sappiamo non esiste una medicina per questo virus. Lo abbiamo fatto e lo stiamo facendo tutti insieme, adeguandoci alle prescrizioni. Devo dire che c’è stata una buona risposta complessivamente. Qualcuno inizialmente era più restio, ma adesso tutti sembrerebbero essersi convinti della necessità di essere uniti nel sacrificarsi per il bene comune. Personalmente ho fatto qualche provvedimento integrativo per disciplinare situazioni specifiche: abbiamo provveduto alla sanificazione prima nelle scuole, poi negli uffici pubblici e poi nelle strade, cosa che non è finita qui perché ci saranno interventi per altre due settimane in città e nelle borgate. La prevenzione, ribadisco ancora, è la cosa più importante, quindi osserviamo le disposizioni, facciamolo tutti insieme, spostandoci solo in caso di necessità. Devo dire comunque che gli isernini stanno dimostrando grande maturità nel complesso e sono orgoglioso dei miei concittadini.
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D: Tanti suoi colleghi stanno diventando star del web. Lei invece è una persona abbastanza riservata. Ritiene che un messaggio un po’ più forte o colorito possa fare maggiormente breccia tra la popolazione?
R: In queste circostanze la comunicazione è importante e io penso di farla in maniera adeguata. Tramite il sito del Comune, negli appositi spazi dei social, tramite gli appelli alla nostra cittadinanza con i mezzi e quando è necessario sugli organi di informazione. Io non stato molto attivo dal punto di vista dell’immagine personale perché sono abituato più a lavorare in maniera riservata. L’importante per me è far arrivare i messaggi ai cittadini e mi sembra fino a questo momento di esserci riuscito. Se dovesse essere necessario, vedrete la mia presenza diventare meno “discreta”. Ma i cittadini non si preoccupino se non vedono il sindaco e gli amministratori in TV o sui social. Vuol dire che stanno lavorando per loro.
D: C’è stata qualche polemica su due questioni in particolare: la mancata sospensione delle strisce blu e la mancata richiesta di far diventare anche Isernia zona rossa per proteggerla dalla diffusione del virus. Come sono andate le cose?
R: Mi sembra assolutamente inutile sospendere le strisce blu. Se diciamo che la gente deve rimanere a casa, la logica conseguenza è che i parcheggi siano adeguati alle esigenze del momento. Ci sono sempre disponibili tantissimi spazi bianchi e nella situazione odierna sono ampiamente sufficienti per la popolazione. Ma il motivo principale non è questo. Una nostra richiesta di sospensione del servizio avrebbe un costo per la cittadinanza, perché nel capitolato d’appalto è prevista una percentuale a vantaggio dell’AJ mobilità sull’occupazione da parte del Comune di questi spazi. Non ravvisandone la necessità e volendo evitare un aggravio di spesa, abbiamo evitato di chiedere la sospensione alla ditta aggiudicatrice dell’appalto. E crediamo di aver fatto la cosa migliore in questo momento. Per quanto riguarda Isernia zona rossa, personalmente avevo già chiesto al presidente della regione Toma di adottare misure più stringenti sul nostro territorio. Purtroppo per poter avere una zona presidiata ci deve essere un articolato motivo di possibili e imminenti contagi o un aumento di contagi, cosa che fortunatamente al momento non è ancora avvenuta e spero e credo non avverrà in maniera importante. Solo la città di Venafro ha fatto eccezione perché, pur avendo zero contagi, avrebbe potuto avere qualche problema dalla vicinanza del Neuromed con tanti venafrani che lavorano nella struttura. Su questa questione inoltre voglio aggiungere che ho chiesto dei chiarimenti e delle informazioni che sto aspettando di avere. Figuriamoci se non mi sarebbe piaciuto proteggere ulteriormente la mia città, a costo anche di alzare un muro lungo tutto il perimetro cittadino. Purtroppo non è stato possibile.
D: Qualche consigliere della minoranza nella giornata di ieri l’ha tacciata di immobilismo circa la possibilità di fare tamponi per il Covid-19 a tutta la cittadinanza. Lei cosa risponde?
R. E’ una polemica inopportuna in un momento dove dovrebbe prevalere l’unità di tutti e anche inappropriata. Su questa cosa i consiglieri sono poco informati: anche a me piacerebbe poter fare tamponi a tutti, ma ci sono protocolli ben precisi a cui nessun sindaco può derogare, perché sono decisioni che dipendono dall’Asrem e dall’autorità politica regionale. Per ora i tamponi vengono fatti ai sintomatici e chi ha avuto contatti, questo dice il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. E io non posso derogare a questo, nonostante comunque abbia chiesto a chi di dovere una maggiore attenzione sulla questione. Ho chiesto anche di farlo a livello sperimentale, visto che siamo una città per il momento ancora senza contagi (eccezion fatta per due pazienti ricoverati al Neuromed che risultano residenti a Isernia, ndr), ma la risposta è stata negativa. Non so davvero come potrei accontentarli. Si creano solo polemiche inutili e si danno all’esterno notizie fuorvianti che disorientano il cittadino.
D: Sindaco, Isernia è una città già provata fortemente dalla crisi economica. Come ne usciremo e come ci riprenderemo quando l’emergenza sarà finita?
R: Ovviamente quando tutto questo sarà passato è chiaro che bisognerà ricostruire un intero tessuto economico e sociale. Intanto avremo cambiato le nostre abitudini e questa situazione indurrà a un cambiamento generale anche nei nostri modi di fare e vedere le cose. Dal punto di vista economico dovrà esserci un rilancio e una ripresa, perché siamo perfettamente consapevoli che i piccoli commercianti e artigiani avranno difficoltà a ripartire. Noi come enti locali daremo una spinta tramite la richiesta al governo di misure importanti, possibilmente tramite un ristoro economico per tutte le attività. Il primo investimento che ha fatto il governo è obiettivamente insufficiente. Il Comune farà la sua parte, anche se è minimale, ma garantisco che saremo vicini a tutti coloro che ne avranno bisogno facendo tutto ciò che sarà nelle nostre possibilità. Nessuno sarà abbandonato. Inoltre il sistema sanitario dovrà essere rivisto completamente e questo sarà il passaggio più importante. Anche la Lombardia si è ritrovata impreparata ed è chiaro che sono stati fatti tantissimi errori, chiudendo ospedali e tagliando risorse in maniera ragionieristica. Faremo le nostre battaglie con grande forza perché dopo questa lezione nessuno potrà più chiudere gli occhi.
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