Sotto accusa la scelta del Ministero dell’Istruzione di dare corso all’ ordinanza in questa fase di emergenza. La Uil chiede l’intervento del presidente della Regione Toma


CAMPOBASSO/ISERNIA. Il Ministero dell’Istruzione ha avviato le operazione di mobilità di docenti. Una scelta duramente constata dai sindacati e anche in Molise scende in campo la Uil che ha chiesto l’intervento del presidente della Regione Donato Toma.

“Mentre il Paese e i lavoratori stanno lottando contro il virus – si legge nella missiva firmata da Nicolino Fratangelo, segretario regionale della Federazione Uil Scuola Rua Molise – pagando prezzi enormi, mentre il Paese si ferma con senso di responsabilità, e i docenti rispondono all’emergenza con serietà e dedizione, il ministro dell’Istruzione alle 21-30 del 23 marzo, a scuole chiuse, senza neanche consultare le rappresentanze dei lavoratori della scuola, emana l’ordinanza con cui avvia le operazioni di mobilità del personale”.

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Domande, spostamenti, progetti, tutto secondo “un provvedimento notturno, che, per forza di cose, non tiene conto del confronto con le rappresentanze dei lavoratori – continua il sindacalista -. Lo consideriamo un atto ostile mentre i lavoratori sono costretti nei loro domicili per l’emergenza sanitaria. Già il Ccni della mobilità aveva dei nodi, per noi fondamentali, che andavano risolti e che, per volontà dell’amministrazione, sono stati accantonati al momento della sottoscrizione del contratto triennale: il blocco quinquennale alla mobilità dei docenti vincitori del concorso riservato (FIT) del 2018 le cui graduatorie sono state pubblicate dopo il 31 dicembre 2019; l’utilizzo flessibile dei posti resisi disponibili per i pensionamenti di ‘quota 100’ e non messi a disposizione della precedente mobilità, al fine di evitare disparità di trattamento tra chi legittimamente ha diritto all’assunzione in ruolo e chi poteva aspirare a quei posti già nella mobilità dello scorso anno. A questi si aggiungono le difficoltà legate al particolare momento che stiamo vivendo: in quali condizioni di serenità psicologica le persone andranno a ragionare e compilare la domanda di mobilità?

Le reti, oggi sovraccariche, permetteranno l’accesso ad una piattaforma, quella di Istanze on Line, che già in condizioni ‘normali’ aveva creato problemi di collegamento? Come potranno accreditarsi le persone per l’accesso sulla piattaforma con il riconoscimento fisico presso le segreterie se non si può uscire di casa? Potrà il Ministero preparare i propri uffici periferici a dare riscontro alle centinaia di email ed alle altrettante telefonate di richiesta di assistenza?
I lavoratori non potranno contare sull’assistenza completa dei sindacati per la chiusura totale delle attività in presenza.

La mobilità va fatta, tanti lavoratori hanno il diritto di poter rientrare nelle loro città e di riavvicinarsi ai propri cari, ma occorre trovare, attraverso un sano confronto, in questo momento difficile per tutti, strategie e metodi condivisi, il confronto è dovuto. A questo punto si innesta un’altra e più grave emergenza, quella politica, di un governo che approfitta del momento di emergenza per decidere in modo unilaterale su una materia di negoziazione sindacale. Le situazioni di emergenza devono mettere le persone insieme e non dividerle. Il presidente del Consiglio in questi giorni ha fatto un appello all’unità in parlamento: è necessaria anche unità tra cittadini, lavoratori e politica per far riemergere fiducia nelle Istituzioni. E’ alla politica che si rivolgono per avere risposte collettive, veder rispettate prerogative e diritti. Il sistema scolastico nazionale coinvolge milioni di persone e svolge una funzione che incide sulle libertà personali e sulla stessa democrazia. Serve un coinvolgimento di tutti gli attori per creare condivisioni e recuperare la fiducia delle persone. In questo momento così delicato, siamo vicini al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Governo, ma ciò nonostante non possiamo esimerci da fare un appello affinché – conclude – si intervenga nell’immediato in merito alla decisione del Ministro dell’Istruzione di avviare la mobilità”.

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