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Coronavirus e peste manzoniana: monatti e untori di ieri e di oggi nel progetto degli studenti del ‘Cuoco’

Tra le varie iniziative di didattica a distanza quella svolta dalla scuola di Campobasso, per ricercare le analogie, tante, tra vecchie e nuove pandemie


CAMPOBASSO. ‘Dalla peste al Coronavirus, le pandemie e la cultura’, questo il progetto al quale stanno lavorando gli studenti dell’Istituto Pertini-Montini-Cuoco di Campobasso, che tra le varie iniziative ha attivato una Web radio tv Cuoco, con una rubrica ‘Parliamone al Cuoco’.

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I docenti della scuola, ognuno per la propria materia, stanno predisponendo una serie di appuntamenti virtuali volti a far riflettere sul tema Coronavirus, a far trovare accostamenti con altre pandemie, che hanno infierito nei secoli passati, e a far trovare un filo conduttore tra le epidemie e i vari settori della cultura. A partire dalla peste manzoniana alla base di un prodotto come questo: https://www.facebook.com/notes/web-radio-tv-cuoco/la-grande-pestilenza-manzoniana/1322894424588158/

Un lavoro svolto da Cristina Roman, della 4B dell’Istituto professionale, che in un articolo ha fatto un parallelo tra il Covid-19 e la grande pestilenza manzoniana del 1600. Dalle restrizioni imposte e a volte non rispettate, oggi come ieri.

“I tentativi di fuga dalle zone protette – scrive la studentessa – il rifiuto di isolamento e la conseguente esigenza, per lo più giovanile, di aggregazione, la presunzione d’invulnerabilità costituiscono molto probabilmente un archetipo della coscienza collettiva, un’inclinazione atavica a disobbedire, a non rispettare le regole e a credere che vengano sempre imposte a discapito di qualcuno”.

“A distanza di quasi quattrocento anni – altra questione di stringente attualità – il problema più discusso o – più correttamente – il peggiore dei timori è quello del collasso del sistema sanitario nazionale: l’eventuale mancanza di strumenti per la respirazione assistita, sembra rappresentare il focus della prevenzione. Qualcuno ha pure ironizzato sulla differenza tra la prontezza delle autorità cinesi, che hanno fatto costruire ospedali d’emergenza in due settimane, e quelle italiane, che hanno ripiegato sulle tende per il pre-triage all’esterno dei pronto soccorso. Forse, l’ironia è un po’ macabra, ma dà spunti di riflessione”.

“L’accostamento tra la peste e il Coronavirus – aggiunge ancora Cristina Roman – non costituisce affatto un paragone scientifico, né mira a espandere una sorta di paura collettiva. Diversamente, serve a riflettere. Questa che stiamo vivendo sembra proprio l’era in cui ci dovrebbe essere un radicale e drastico cambiamento, sia a livello ambientale sia a livello economico-politico-popolare, una sorta di ‘boccata d’aria’ per il nostro Pianeta. Speriamo – conclude – che tutto finisca come nelle fiabe e che l’umanità possa uscirne cambiata, ma in meglio”.

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