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In spiaggia in fase 2: dalle distanze tra ombrelloni ai braccialetti per limitare gli accessi. Ecco come comportarsi

Cinque metri tra ogni fila di lettini e sdraio, quattro e mezzo tra gli ombrelloni, bagni sanificati e steward per i controlli. Le regole sono arrivate, entro la fine della settimana il governo le discuterà con i gestori per mettere a punto le linee guida che nei prossimi mesi consentiranno agli italiani di andare al mare, ma già montano le proteste in vista di una stagione che si annuncia sottotono e all’insegna delle restrizioni, mentre il settore turistico è in ginocchio


Misure strettissime sono quelle annunciate dagli scienziati e anticipate dal Corriere della Sera, in un articolo a firma di Fiorenza Sarzanini, che già provocano la protesta dei gestori degli stabilimenti balneari, preoccupati da una crisi del turismo che rischia di diventare devastante per chi ha poco spazio a disposizione e dunque rischia di non arrivare nemmeno al pareggio dei costi. 

Ognuno potrà gestire gli spazi e inventare soluzioni alternative, ma su alcune disposizioni non ci saranno deroghe. E i controlli sulle spiagge libere saranno affidati a vigili e steward. Al momento si sta pensando agli spostamenti all’interno della propria regione, ma entro la fine di maggio – dopo aver monitorato l’andamento della curva epidemica – potrebbe bastare il test sierologico per spostarsi da una regione all’altra.

Le postazioni: Niente separatori di plexiglass per evitare l’effetto serra, e nemmeno recinti. Per impedire che i bagnanti arrivino troppo vicini basterà creare una sorta di isole dove ognuno potrà sistemarsi con le sdraio o i lettini e l’ombrellone. Non si potrà stendere gli asciugamani per terra, nè adagiarsi sulla sabbia. Ognuno dovrà rispettare il posto assegnato al momento di arrivare in spiaggia e spetterà al gestore decidere se consentire ai clienti di rimanere tutto il giorno o se invece prevedere un doppio turno. Certamente non ci potranno essere file agli ingressi e quindi si privilegeranno gli abbonamenti oppure le prenotazioni via internet o telefono.

Docce e spogliatoi: Tutte le strutture fisse come spogliatori, cabine, docce dovranno essere sanificati ma non sarà possibile accedervi se non è stata prevista una disinfezione subito dopo l’uscita di ogni cliente. Stesse norme igieniche dovranno essere previste per i lettini e le sdraio, così come per tutte le altre attrezzature. Vietato assembrarsi e dunque anche i giovani dovranno mantenere le distanze sia sull’arenile sia presso i chioschi. In numerosi punti dello stabilimento dovranno essere sistemati i dispenser per il disinfettante ma anche i rubinetti dove lavarsi le mani e gli addetti dovranno poi provvedere alla igienizzazione.

Cibo da asporto: I ristoranti sulla spiaggia e i bar dovranno seguire le stesse regole degli altri locali pubblici. E dunque se sarà possibile mantenere il distanziamento tra i tavoli si consentirà ai clienti di sedersi, altrimenti si potrà soltanto prendere il cibo e consumarlo vicino al proprio ombrellone. I servizi di pulizia dovranno essere costanti e garantire lo svuotamento dei cestini.

Spiagge libere e scogli: Non sarà consentito alcun tipo di assembramento nè sulle spiagge libere, nè sugli scogli e dunque anche in questo caso si dovrà mantenere la distanza. Alcune regioni si stanno organizzando con controlli affidati ai droni, ma è possibile che basti la sorveglianza della polizia locale per impedire che si creino situazioni di rischio.

Braccialetti e app: Fissate le misure indispensabili, ognuno si organizzerà per sfruttare al meglio le potenzialità del proprio territorio. Sul litorale del Lazio alcuni gestori stanno pensando a un’applicazione da scaricare sullo smartphone per prenotare la prima postazione libera e un braccialetto che segnali grazie a un allarme eventuali assembramenti. In Liguria è stato invece deciso di contare su un numero consistente di steward, persone che controllino gli accessi come avviene negli stadi. In Campania, per aumentare la capienza lì dove la spiaggia è stretta oppure nei luoghi più impervi, si pensa di creare delle piattaforme galleggianti gestite direttamente dagli stabilimenti che possano ospitare 2/3 persone con lettini e protezione per il sole.

Le piscine: Per chi preferisce andare in piscina si dovranno seguire le stesse regole sul distanziamento, così come la sanificazione di bagni, spogliatoi e docce; ma dove non si garantirà la sicurezza, sarà vietato l’ingresso nelle strutture.

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