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Medico aggredito a Isernia, il sindacato Aaroi-Emac invoca più tutele e sicurezza negli ambienti di lavoro

L’appello all’Asrem e alle istituzioni da parte dell’associazioni e della stessa vittima: “Confidiamo nel loro sostegno. Vogliamo curare senza essere aggrediti”


ISERNIA. Ancora non cala l’attenzione sull’aggressione ai danni del medico anestesista dell’ospedale di Isernia David Di Lello. Di oggi la notizia della denuncia del responsabile da parte della polizia. E nelle stesse ore giunge la nota dell’associazione di categoria Aaroi-Emac che, manifestando solidarietà al medico, torna a chiedere più tutele e garanzia di sicurezza negli ambienti di lavoro per i medici e per il personale sanitario tutto.

“Non siamo eroi, non ci consideriamo tali e non vogliamo esserlo – recita una nota a firma del presidente nazionale Aaroi-Emac Alessandro Vergallo – Chiediamo però il diritto di svolgere il nostro lavoro, già di per sé impegnativo, in tranquillità senza il pensiero di doverci guardare alle spalle. E invece le aggressioni nei confronti del personale sanitario non si fermano: nei giorni scorsi si è verificato l’ennesimo atto di violenza. A farne le spese è stato David Di Lello, Medico Anestesista Rianimatore dell’Ospedale Veneziale di Isernia e Presidente Aaroi-Emac Molise”.

“Un episodio grave – afferma Vergallo –, avvenuto ai danni di un collega chiamato in emergenza che, al sopraggiungere, è stato improvvisamente aggredito. Più in generale rispetto al caso specifico, i medici come gli anestesisti rianimatori, dei Pronto Soccorso e del 118, che più di tutti sono chiamati a curare i pazienti più gravi, sono di gran lunga i più esposti al rischio di aggressioni, particolarmente nei contesti lavorativi nei quali vi siano carenze organizzative e di personale”.

“Purtroppo – aggiunge lo stesso Di Lello – le aggressioni ai medici riportate dagli organi d’informazione sono ormai praticamente quotidiane, dunque, non ho voluto che passasse impunito quello di cui sono stato vittima, denunciandolo, perché, anche in considerazione della carica sindacale che rivesto, ritengo di dover essere di esempio e tutela per i colleghi affinché in futuro non accadano più episodi simili. Occorrono più tutele e garanzia di sicurezza negli ambienti di lavoro per i medici e per il personale sanitario tutto. Un ringraziamento a tutti coloro, colleghi e non, che mi hanno manifestato solidarietà e vicinanza in questi giorni. Confido che l’Azienda Sanitaria di cui sono dipendente e le Istituzioni vorranno stare al mio fianco e a quello di tutti i colleghi che chiedono di poter lavorare in totale serenità, nonostante i tempi difficili in cui versa la Sanità pubblica in Italia e nella mia regione”.

Inanto, la polizia comunica di aver intensificato i controlli proprio al Veneziale.

 

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