HomeNotizieCRONACAScandalo immobili in Vaticano: arrestato l'imprenditore Gianluigi Torzi

Scandalo immobili in Vaticano: arrestato l’imprenditore Gianluigi Torzi

Il broker molisano, ex socio di Frattura e già al centro di altre discusse vicende giudiziarie, dovrà rispondere di peculato, estorsione, truffa aggravata, autoriciclaggio. Rischia 12 anni di carcere


CITTÀ DEL VATICANO. È finito agli arresti questa sera in Vaticano il broker di Termoli Gianluigi Torzi, imprenditore già al centro di altre importanti vicende giudiziarie. Per lui, come riferisce l’AdnKronos, accuse sono pesantissime: peculato, estorsione, truffa aggravata, autoriciclaggio. La decisione è arrivata dopo un lungo interrogatorio al quale sarebbero state sottoposte, secondo quanto trapela da fonti giudiziarie, anche altre persone.

Torzi, detenuto ora nella caserma della Gendarmeria vaticana, rischia, se le accuse verranno provate, fino a dodici anni di reclusione. La vicenda riguarda la compravendita dell’immobile di Londra che ha scatenato uno dei più grandi scandali finanziari in Vaticano: 17mila metri quadri per un affare da 200 milioni di dollari che, secondo l’Espresso, che sollevò il caso nell’ottobre 2019, avrebbe presentato delle irregolarità.

Dall’interrogatorio di oggi emergerebbe anche la rete di società coinvolte nell’affare alla quale partecipavano funzionari della Segreteria di Stato. Oggi l’Ufficio del Promotore di Giustizia del Tribunale Vaticano, al termine dell’interrogatorio di Torzi, che era assistito dai propri legali di fiducia, ha dunque spiccato nei suoi confronti mandato di cattura. Il provvedimento, a firma del Promotore di giustizia, Gian Piero Milano, e del suo aggiunto, Alessandro Diddi, “è stato emesso in relazione alle vicende collegate alla compravendita dell’immobile londinese in Sloane Avenue, che hanno coinvolto – riferisce il Vaticano – una rete di società in cui erano presenti alcuni funzionari della Segreteria di Stato”.

Allo stato Gianluigi Torzi è detenuto in appositi locali presso la caserma del Corpo della Gendarmeria. Locali che sono stati anche in passato utilizzati per la detenzione, considerato che in Vaticano non esiste un vero e proprio luogo di reclusione. Per lo stesso scandalo già erano stati presi differenti provvedimenti in Vaticano nei confronti di altre persone. Si era trattato però di allontanamenti dalle loro funzioni e non di un provvedimento come quello assunto oggi. Del broker molisano si era parlato negli ultimi tempi per il coinvolgimento in altre discusse operazioni: da un annunciato tentativo, da parte sua, di salvataggio della Banca Popolare di Bari all’indagine su una presunta truffa compiuta ai danni del Fatebenefratelli di Roma.

Torzi, uomo d’affari, amico e già socio dell’ex governatore del Molise, Paolo Di Laura Frattura, aveva fatto parlare di sé anche perché comproprietario di una villa a Termoli comprata a prezzi di saldo e finita agli onori della cronaca regionale e in inchieste tv.

Come riporta il sito specializzato britannico Law360, citato dall’Ansa, l’imprenditore è stato citato in giudizio il 12 aprile 2019 per frode commerciale davanti all’Alta Corte di Giustizia dell’Inghilterra e del Galles dalla compagnia assicurativa romana Net Insurance, che ha un parterre di azionisti di rilievo (tra gli altri Ibl Banca, Unicredit e la Algebris di Davide Serra). La controversia riguarderebbe un ammanco di Btp, i Buoni del tesoro pluriennali, scoperto dall’attuale amministratore delegato Andrea Battista. Titoli che la precedente gestione di Net Insurance aveva messo a disposizione in occasione dell’emissione di obbligazioni, curata proprio da Torzi. Nell’ambito della controversia i conti del finanziere molisano, ha riferito il Sole 24 Ore il 22 maggio scorso, sono stati congelati. E’ probabile che elementi a sostegno delle accuse nei confronti di Torzi siano arrivati anche dalla Svizzera. L’inchiesta avrebbe subito un’accelerazione dopo che l’Ufficio Federale di Giustizia della Confederazione ha inviato alla Santa Sede, con una nota diplomatica del 30 aprile scorso, una “prima parte” dei documenti richiesti dal Vaticano, che si è rivolto a Berna per avere assistenza, come riportato dalla Neue Zuercher Zeitung e dall’Adnkronos.

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