Contesta senza mezzi termini i mancati provvedimenti a copertura del Fondo per la non autosufficienza che di fatto hanno escluso dall’ottenimento del beneficio numerosi, potenziali aventi diritto. Principale bersaglio dell’attacco politico è della presidente della IV commissione è il presidente della regione, accusato di anteporre interessi legati a spartizioni di poltrone e potere rispetto ai reali bisogni dei molisani. Chiaro il riferimento alla contestata nomina dell’esterno Michele Marone al ruolo di assessore regionale


CAMPOBASSO. “Sono mesi che i molisani, soprattutto coloro i quali hanno per esigenze sociosanitarie bisogno di azioni e tempi concreti, aspettano una svolta per quanto attiene ai fondi destinati alla non autosufficienza. Ad oggi però tutto è rimasto allo stato embrionale di una promessa senza finale”.

E’ lo sfogo di Filomena Calenda, Presidente della IV commissione in consiglio regionale, che contesta al governatore Toma di non essersi attivato in questi mesi in favore di coloro che sono rimasti esclusi dal riconoscimento del Fondo nazionale per la non autosufficienza. “Oggi 2/3 degli aventi diritto ai fondi – spiega Calenda – appartiene alla fascia di popolazione over 65, e sono rimasti esclusi, a causa della SVAMA (Scheda per la Valutazione Multidimensionale dell’Anziano) utilizzata per stilare le graduatorie; un elemento che la consigliera giudica “gravemente penalizzante”.

“Mi rammarica constatare – aggiunge – che nulla è stato fatto, nonostante avessi ricevuto rassicurazioni dal presidente. Alla luce dell’urgenza con cui attivarsi, spero che tra le preoccupazioni di un allargamento di giunta e una sentenza del Tar, si possa trovare il tempo per azioni serie e rispettose dei bisogni reali dei molisani”.

Il giudizio della consigliera regionale è senza pietà: “Passeremo alla storia come amministratori più inclini alle beghe di palazzo che dediti a risollevare il Molise. In una fase di emergenza sanitaria, ma anche economica, la politica – incalza Calenda – avrebbe dovuto spendere il proprio tempo per studiare strategie di ripresa e offrire soluzioni alle numerose criticità che quotidianamente si presentano sotto gli occhi di tutti, invece si assiste a nomine e stratagemmi a finalità politica che nulla hanno a che vedere con i molisani”, con il chiaro riferimento alla nomina dell’esterno Michele Marone al ruolo di assessore regionale. “Il Molise – tuona ancora la consigliera – è stanco di assistere alle lotte intestine, alle diatribe di una politica irrispettosa dei suoi elettori. Non mi ravvedo in queste logiche, non mi appassionano le telenovelas politiche, vado avanti – conclude – cercando di dare risposte ai molisani, che sicuramente sapranno comprendere le difficoltà di chi grida da solo in un ginepraio di egoisti.”

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