La videointervista al gestore Mario Caruso. Le restrizioni imposte dagli esperti compromettono la sostenibilità economica della ripartenza delle sale e il Lumiere non fa eccezione


ISERNIA. Battenti ancora chiusi, fino a data da destinarsi, per il cinema di Isernia. Dopo lo stop dovuto all’emergenza Covid, che ha costretto il gestore Mario Caruso alla serrata il 3 marzo, prima ancora del lockdown generale, la ripartenza appare tutta in salita.

In base al Dpcm del 17 maggio, i cinema potranno riaprire al pubblico il 15 giugno. Ma l’Anec, l’Associazione nazionale degli esercenti cinematografici. Ne contesta i protocolli, che non permetterebbero alcuna sostenibilità economica. “L’obbligo dell’uso della mascherina anche dopo aver preso posto in sala è incomprensibile – si legge in una nota dell’associazione – visto che viene garantito il distanziamento di un metro”. Il punto è che, con una simile restrizione, non è possibile consumare popcorn o bevande durante la visione di un film in sala, come è sempre stato prima del coronavirus. Al contrario di quanto avviene nei ristoranti, dove invece la rimozione delle protezioni aeree viene naturalmente permessa. L’Anec, dunque, se da un lato registra con favore i passi avanti fatti con la deroga al distanziamento interpersonale per la visione con i propri familiari, contesta invece il permanere dell’obbligo dell’uso della mascherina anche dopo aver preso posto in sala. E non esita a parlare di parti integranti e imprescindibili dell’esperienza cinematografica dello spettatore, come la visione in compagnia e il consumo di prodotti durante la proiezione, che vengono irrimediabilmente compromessi. I cinema intenzionati a riaprire la prossima settimana “rimarranno dunque chiusi, in queste condizioni – scrive ancora l’associazione degli esercenti – Il settore è pronto a ripartire, ma senza la presa di coscienza che questi protocolli pongono le sale cinematografiche in una condizione penalizzante, non sarà possibile riaprire”.

Una situazione che riguarda anche il cinema Lumiere di Isernia, dove il gestore sta provando a valutare la strada del drive in, coinvolgendo altri imprenditori privati che possano mettere a disposizione spazi sufficienti a organizzare la visione dei film all’apeto. Ma i problemi, al di là della sostenibilità economica tutta da dimostrare, riguardano anche la scarsità d materia prima, con molti film venduti sulle piattaforme di streaming dalle major, fermate anch’esse dal Covid.

Di qui l’appello di Mario Caruso alle istituzioni in un momento dei più difficili di sempre, per il settore.

IN EVIDENZA, LA VIDEOINTERVISTA

 

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