Il segretario generale De Socio: “Serve a poco fare ipocriti cordogli e processi di piazza”. L’appello del Soa ai colleghi dell’operaio: “Non arrendetevi”


POZZILLI. “Un’altra vita spezzata nel fiore degli anni mentre stava compiendo l’arte più nobile che dovrebbe caratterizzare la vita di uomini e donne : il lavoro”. Così il segretario generale della Ggil Molise Paolo De Socio all’indomani della tragedia in fabbrica alla Serioplast di Pozzilli, costata la vita al giovane operaio Domenico D’Amico di Bojano.

“Il lavoro – scrive -, quello cercato, quello perso, quello sancito nell’articolo 1 della nostra magnifica Costituzione. Il lavoro quello che dovrebbe rappresentare compiutamente la dignità sociale di ognuno di noi all’interno della comunità. Oggi, nel bel mezzo di una crisi pandemica e epidemiologica, dovrebbero tornare drammaticamente al centro dell’attenzione di tutti concetti tipo qualità del lavoro e della vita, sicurezza sul lavoro e modelli alternativi di società nei quali l’elemento fondante, in luogo del profitto e dello sfruttamento, dovrebbe essere l’uomo e il suo ruolo nella vita e nella società per garantire a se stesso condizioni dignitose e a chi verrà futuro solidale e sostenibile.  Servirà a poco fare ipocriti cordogli. Servirà a poco fare anche processi di Piazza o attribuire responsabilità (che pur dovranno essere individuate) e risarcimenti. La vita umana non ha prezzo. Oggi, ancora una volta, abbiamo perso tutti e siamo tutti responsabili se non lavoriamo, da domani, nella direzione di concepire il lavoro come elemento di dignità e di riscatto sociale e non di ricatto di vita. Riscatto, ricatto: una piccola consonante che fa una grande differenza. Per quel poco che può servire – conclude – un abbraccio fraterno e vicinanza a familiari, amici e colleghi del ragazzo che ha perso la vita a Pozzilli”.

“Una vita spezzata e l’ipocrisia della sicurezza sul lavoro, intanto muore un giovane in una fabbrica di Pozzilli per produrre plastica”. Questo invece il commento di Andrea Di Paolo del Sindacato di Operai Autorganizzati. “Stessa storia e solita ipocrisia da parte di istituzioni – evidenzia -, sindacati e gruppetti politici che tirano fuori la lacrimuccia quando oltretutto è un giovane a morire e come da programma ci si sciacqua la bocca sulla sicurezza , quella che non ci sarà mai se si continuano a mettere i numeri prima della vita e a tagliare i diritti per un pezzo di pane amaro , il lavoro già non c’è per egoismo e clientelismo e quando c’è ti fanno fare di tutto ,turni massacranti e spesso pagati con quattro soldi . La nostra reale solidarietà va alla famiglia del giovane operaio Domenico di soli 23 anni che ha perso la vita ieri sera per produrre plastica e ai suoi colleghi di Pozzilli ,li invitiamo a non arrendersi e a portare dignitosamente la verità per non farlo morire una seconda volta”.

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