Il capogruppo al Comune di Campobasso Tramontano evidenzia le criticità presenti in città e sollecita l’amministrazione a trovare soluzioni immediate che consentano la ripresa delle attività in maniera sicura e adeguata
CAMPOBASSO. Il conto alla rovescia per il rientro a scuola a settembre è di fatto già iniziato, ma sono ancora tante le criticità con cui bisogna fare i conti, considerando che – a differenza di altri Paesi europei – in Italia non esistono ancora indicazioni chiare e univoche. “Diventa pertanto fondamentale che gli Enti locali, in stretto raccordo con le Istituzioni scolastiche, propongano soluzioni che consentano il reperimento di ulteriori spazi per fare scuola”. Ne è convinto il capogruppo della Lega al Comune di Campobasso Alberto Tramontano che evidenzia le tante problematiche presenti in città sollecitando fin da ora l’amministrazione a trovare soluzioni.
“La città di Campobasso – spiega in una nota – ha una situazione particolare in merito all’edilizia scolastica: la gran parte degli edifici non rispetta i criteri di legge dal punto di vista strutturale e della sicurezza sismica (basti citare e ricordare il recente studio elaborato e condotto dall’Unimol su molti edifici scolastici del capoluogo); la gran parte degli edifici scolastici presenta aule piccole, nelle quali i bambini e i ragazzi sono costipati e costretti; la gran parte degli edifici scolastici potrà rispondere a fatica alle raccomandazioni del Documento tecnico sull’ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive nel settore scolastico.
La città presenta poi un paradosso peculiare: vi sono edifici scolastici particolarmente a rischio che sono stati lasciati aperti (scuola di via Jezza, via Tiberio, via Crispi) e vi sono edifici scolastici (ad esempio “La Casa della Scuola” Enrico D’Ovidio di via Roma) che sono stati chiusi con leggerezza e superficialità e senza lungimiranza: la D’Ovidio di via Roma ha spazi enormi e potrebbe ancora rappresentare una possibilità per le esigenze didattiche. Si presenta pertanto il rischio concreto di reinserire in modo invasivo la didattica a distanza (con tutte le disfunzioni e le criticità che presenta), di dover dividere i gruppi-classe o presupporre doppi turni per le lezioni (ben sappiamo le anomalie pedagogiche che tali soluzioni generano e i problemi derivanti per le famiglie). Occorre agire con tempestività! Occorre fare un piano straordinario che mappi gli immobili pubblici disponibili al fine di creare nuove aule per la didattica ed evitare il rischio dello smembramento delle classi e dei doppi turni per le lezioni”.
Altra problematica riguarda il terminal. “Non è pensabile – aggiunge Tramontano -, con i rischi sanitari e di contagio ancora elevati, che non vi sia un piano di scaglionamento degli orari di arrivo dei bus coordinato con orari scaglionati per gli ingressi nelle scuole della città di Campobasso. C’è un lavoro enorme da fare e ancora non si muove foglia.
Non basta attendere le indicazioni governative, le quali sono spesso tardive, confuse e contraddittorie: chi amministra deve leggere in anticipo la realtà, dando sicurezza e risposte chiare ai cittadini. I nostri bambini e i nostri ragazzi hanno bisogno di tornare in classe! Hanno bisogno di avere spazi adeguati e sicuri! Hanno bisogno di tornare a guardarsi negli occhi e a guardare negli occhi gli insegnanti! Tutto ciò si potrà realizzare se la politica – conclude -, a livello locale e nazionale, saprà prolungare il proprio sguardo oltre gli aspetti burocratici e formali e saprà, con tempestività, proporre soluzioni che ridiano speranza e gioia ai nostri bambini e ai nostri ragazzi, rinnovata motivazione ai docenti e garanzie alle famiglie”.
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