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Protesta a difesa della sanità: la sinistra scende in piazza al fianco dei cittadini

 Ufficializzato il sostegno alla manifestazione per il diritto alla salute che si terrà il 23 giugno davanti alla sede del Consiglio regionale a Campobasso


CAMPOBASSO. Difesa della sanità e tutela del diritto alla salute: il coordinamento delle sinistre di opposizione in Molise (Partito Comunista Italiano, Partito Comunista dei Lavoratori, Partito Marxista Leninista Italiano, La Città Futura) ha deciso di sostenere la manifestazione del 23 giugno davanti al Consiglio regionale, indetta dall’aggregazione di liberi cittadini “in lotta a sostegno della sanità pubblica”.

“Sono più che maturi i tempi – si legge nella nota del coordinamento – per una riscossa delle masse popolari molisane, schiacciate ed umiliate da anni di politiche sanitarie capitaliste ‘lacrime e sangue’: totale o parziale chiusura degli ospedali di Larino, Agnone, Venafro, forte depotenziamento dell’offerta sanitaria nei plessi di Isernia, Termoli e Campobasso, privatizzazione di interi reparti chiusi nel pubblico e ‘aperti’, in contemporanea, presso le strutture private convenzionate, un deficit sanitario di oltre 100 milioni di Euro, tasse locali alle stelle. Parteciperemo all’iniziativa con le nostre parole d’ordine: esproprio senza indennizzo delle strutture private che lucrano sulla sanità, loro riconversione pubblica sotto il controllo sociale democratico, riapertura e rafforzamento dei plessi sanitari su tutto il territorio regionale, maggiori fondi per la sanità pubblica, assunzione e stabilizzazione di personale!

Non si dica che i soldi non ci sono: considerato quanto la Regione sborsa al privato, considerati i crediti economici che vantiamo con le regioni vicine per le prestazioni offerte dalla Neuromed, considerato che abbiamo le tasse locali più alte d’Italia, i fiumi di denaro pubblico regalati alle lobby e camarille private sotto varie forme incluse le corruttele, i soldi ci sono eccome!”.

Da qui l’invito a partecipare alla manifestazione di protesta, perché “Solo attraverso un’opposizione di massa, solo se alziamo il livello delle lotte in difesa dei diritti fondamentali rimasti di fatto calpestati dalle legge del profitto benché scritti nella stessa Costituzione, si potrà cambiare rotta – evidenzia infine il coordinamento delle sinistre -: altrimenti, i potenti continueranno ad agire indisturbati per il loro mero interesse individuale a spese del resto della società”.

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