“La verità di Frattura è come il ghiaccio bollente. Tiri fuori le carte”: Romano attacca

Dopo l’intervista dell’ex governatore a isNews riemergono le vecchie ruggini e l’avvocato bojanese torna ad incalzare sui casi della villa a Termoli e della Biocom



CAMPOBASSO. Rotto il lungo silenzio, si sono riaccesi gli animi. E la polvere nascosta sotto il tappeto è tornata visibile.

È andata così: alle parole dell’ex governatore del Molise Paolo di Laura Frattura intervistato da isNews sul caso Torzi (suo socio), non si è fatto attendere il commento dell’avvocato Massimo Romano, citato proprio da Frattura per il caso della Villa a Termoli e per il caso Biocom, che li ha visti e li continua a vedere su fronti contrapposti.

L’ex presidente della Regione, uscito di fatto “indenne” dalle vicissitudini giudiziarie, ha raccontato la sua verità, rimandando per i dettagli, in particolare per la questione della villa, agli atti del fascicolo.

Ma è su questo che viene nuovamente incalzato dal noto avvocato bojanese, il quale, volendo smontare la veridicità delle dichiarazioni di Frattura, lo invita a mostrare i documenti. Per una diatriba lungi dall’essere sopita.

“Dopo due anni di latitanza dai riflettori, – scrive sarcastico Romano – eccolo di nuovo irrompere sulla scena, in splendida forma, con un’intervista rilasciata a Pasquale Bartolomeo e pubblicata da isNews: ‘La verità di Frattura’. Un titolo che è tutto un programma. Anzi un’antitesi, che suona alle orecchie come il ‘ghiaccio bollente’.

Per non tradire le aspettative, ovviamente trova il modo di citarmi. E di questo lo ringrazio. Ma poi non riesce a contenersi e, come l’assassino dei gialli, torna sul luogo, anzi i luoghi del ‘delitto’: e via a sciorinare commenti sulle inchieste della villa di Termoli e Biocom dalle quali rivendica di essere uscito candido come un giglio (magico?)”.

“E allora – affonda l’avvocato – perché non rende pubblici sia il verbale del suo interrogatorio reso a Larino sulla vicenda della villa, che la richiesta di archiviazione della Procura di Campobasso sulla Biocom, rispettando così l’impegno che a suo tempo aveva assunto con i molisani dai microfoni di Teleregione? Non c’è altro modo – osserva – per consentire a chiunque di farsi un’idea di come siano andate le cose realmente, e in particolare sulle motivazioni delle archiviazioni: nel primo caso, aver scaricato la colpa sul suo socio; nel secondo, una sentenza del Tar integralmente riformata dal Consiglio di Stato, a tacere delle condotte ritenute penalmente rilevanti ma ‘tralasciate’ in quanto prescritte. Si tratta di atti ormai pubblici, perché non renderli conoscibili a tutti i molisani?”.

E il fuoco prosegue: “Se poi gli restasse del tempo, potrebbe anche farci sapere quanto abbia pagato il 50% delle quote della PTS srl proprietaria della villa, e con quali società stia oggi lavorando tra Milano e Londra, trattandosi di gruppi con i quali lui stesso afferma di essere entrato in contatto ‘durante i cinque anni di mandato’, dunque nell’esercizio delle sue funzioni pubbliche di governatore, visto che un minuto dopo si è affrettato a chiarire che nei loro confronti stia svolgendo consulenze ‘a costo zero’ perché lui non ha mai ‘lucrato sull’esperienza maturata in Regione’”.

“Sarebbe una bellissima sorpresa – conclude Romano – averlo lasciato politico-imprenditore d’assalto e ritrovarlo oggi a vestire i panni del buon samaritano”.

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