Archiviato con un bilancio negativo il primo mese d’estate. Troppi fattori concomitanti hanno penalizzato il settore. Ora si spera in una ripresa per luglio e agosto


TERMOLI. Il primo mese d’estate è stato archiviato, così come ci si aspettava, con un bilancio negativo in relazione alle presenze di turisti sulle spiagge italiane.
Le cause sono svariate: la preoccupazione per il Covid-19, la crisi economica e le avverse condizioni atmosferiche hanno penalizzato l’avvio della stagione turistica balneare.

Timidi segnali di ripresa si attendono per i mesi di luglio e agosto. “Per gli imprenditori balneari la stagione estiva – dichiara all’Ansa Antonio Capacchione, presidente del Sindacato Italiano Balneari aderente a Fipe Confcommercio – è iniziata in ritardo e con la concentrazione delle presenze nei fine settimana”.

A proposito di rpesenze, rispetto allo stesso periodo del 2019 sono in calo in tutte le regioni: le perdite più gravi in Sardegna (-80%), nel Lazio e in Molise (-75%) e in Campania e Basilicata (-70%). Non va molto meglio in Friuli Venezia Giulia (-65%) e Sicilia (-60%), Calabria (-55%), Veneto e Abruzzo (-50%). Cali del 45% in Liguria e Marche, del 40% in Emilia Romagna e Puglia, del 30% in Toscana.

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