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La Corte dei conti bacchetta il Comune. Testa: Isernia in un tunnel pieno di tenebre

Il commento del capogruppo della Lega dopo la delibera della magistratura contabile che rischia di rivelarsi una stangata per gli amministratori responsabili


ISERNIA. Stefano Testa boccia senza appello l’amministrazione comunale. Lo fa dopo la recente delibera della Corte dei conti che ha evidenziato tutta una serie di criticità dal punto di vista dei controlli interni all’ente. Il capogruppo della Lega Salvini premier punta il dito contro il sindaco Giacomo d’Apollonio, rimasto in sella, a suo dire, grazie ai meccanismi di una legge sull’elezione dei sindaci che garantisce l’elezione diretta del capo dell’amministrazione, determinando di fatto anche la sua inamovibilità per l’intero mandato, visto che con la sua ‘caduta’ verrebbe meno l’intero Consiglio comunale.

Di qui la disamina, anche dal punto di vista tecnico, della delibera della magistratura contabile, con Testa che spiega come “la Corte dei conti ha sempre avuto un ruolo propositivo nei riguardi degli enti da controllare, tanto che con sistematicità, rispetto alle criticità riscontrate, invia note con le quali invita le amministrazioni ad attenersi alle norme previste dalle leggi vigenti in materia di regolarità amministrativa contabile. Dalla lettura dell’ultima deliberazione della Corte dei conti si evince chiaramente che la stessa – dichiara Testa – ha più volte richiamato l’Amministrazione comunale di Isernia ad attuare tutti quei controlli interni previsti dalle vigenti disposizioni in materia di finanza locale che, di fatto, rappresentano l’unica possibilità per evitare di essere sanzionati. Ebbene, dalla delibera si legge che rispetto alla richiesta di porre in essere le attività di controllo le stesse non venivano attuate, tanto che nel rapporto si afferma che ‘l’ente avrebbe dato seguito alle osservazioni della Sezione sull’adeguatezza e sul funzionamento dei controlli interni, ma alla domanda sulle intervenute modifiche nel sistema dei controlli in un’ottica di maggiore integrazione e raccordo tra le singole tipologie di controllo ha risposto negativamente, confermando che nulla è cambiato rispetto agli esercizi pregressi’”.

“Siamo in presenza di una vera e propria gestione superficiale di atti amministrativi – affonda Testa – quasi che gli stessi siano solo un fastidio e non un contributo teso alla migliore e più razionale attività amministrativa. L’intero deliberato della magistratura contabile è frutto delle inadempienze tecniche di quest’amministrazione, tanto che alla fine stabilisce che la presente deliberazione sia trasmessa alla Procura regionale della Corte dei conti presso la Sezione giurisdizionale per la Regione Molise per i provvedimenti di competenza. A questo punto sorge spontanea una domanda: ma come è possibile che rispetto a un organismo che ha l’obiettivo di indirizzare al meglio le amministrazioni si possa avere un atteggiamento così superficiale? Ebbene, l’unica risposta che riesco a darmi è politica, solo politica”.

Per l’esponente della Lega, infatti, “l’attuale legge sull’elezione dei sindaci che garantisce l’elezione diretta del primo cittadino ne determina di fatto anche la sua inamovibilità per l’intero mandato: cioè il sindaco non può essere cambiato anche se lo stesso dà prove reali di incapacità e/o superficialità nella gestione della cosa pubblica. Si tratta di un paradosso – sottolinea Testa – perché il sindaco in carica, forte di questa clausola, sapendo che un voto di sfiducia significherebbe lo scioglimento del Consiglio comunale, arriva a sfidare i consiglieri dichiarando ‘se ne avete il coraggio votatemi contro. È chiaro che i consiglieri di maggioranza, quantunque insoddisfatti, si compattano ed obtorto collo votano positivamente. E anche per i consiglieri di minoranza, il più delle volte, il vuoto amministrativo che determinerebbe una gestione commissariale è uno spauracchio che induce ad evitare la caduta dell’amministrazione”.

A tutto questo si aggiunge la questione che nella nostra realtà il potente di turno, “in barba a tutte le regole della democrazia ha fino ad ora ha designato alle più alte cariche persone di proprio gradimento senza che le stesse abbiano mai svolto attività politica. Questa è sicuramente la cosa peggiore che può capitare ad una cittadinanza che aspetta provvedimenti capaci di determinare un organico sviluppo socio-economico dell’intera collettività. Per tutte queste considerazioni – conclude Testa – non c’è da dormire sonni tranquilli se non si riuscirà a far vedere alla nostra città una via di uscita da questo tunnel pieno di tenebre”.

 

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